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Gazprom: il gasdotto più ambizioso (fondionline.it)

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Il mega- progetto di Gazprom consolida il ruolo della Russia nel mercato europeo del gas. Nel 2006 il monopolio russo destinerà circa 700 milioni di euro alla costruzione del gasdotto più grande del Vecchio Continente

Il gasdotto nordeuropeo – la cui costruzione è stata iniziata la settimana scorsa nella provincia di Vologda- rappresenta il progetto più ambizioso di Gazprom, il monopolista statale russo. Le ragioni strategiche che guidano il progetto russo sono chiare: ottenere un ingresso diretto al mercato dell’Europa Occidentale, evitando i tradizionali paesi di transito.

Il megaprogetto si propone di realizzare il più grande gasdotto europeo. La maggior parte dell’opera -circa 1.200 chilometri – scorrerà nelle gelide acque del mar Baltico. La sola parte sottomarina costerà circa 4.000 milioni di euro. Il governo russo ha creato un’apposita società ( di cui detiene il 51% delle azioni) per la gestione e realizzazione del progetto.

L’impresa si chiama ufficialmente ‘North European Gas Pipeline Company (NEGPC), ed è stata registrata nei primi giorni di dicembre in Svizzera, per motivi esclusivamente fiscali (vale a dire per minimizzare il carico delle imposte). I soci di Gazprom in NEGPC sono le società tedesche E.ON e Wintershall (filiale di Basf), che possiedono rispettivamente il 24,5% delle quote societarie. Ma il progetto è aperto ad un quarto socio che dovrebbe ricevere il 9% delle azioni in possesso delle due società tedesche. L’inserimento del quarto socio permetterà a Gazprom di detenere la maggioranza delle azioni, e ridurrà la partecipazione di ciascun socio teutonici al 20%. Attualmente, l’olandese Gasunie è la società con maggiori chance di ottenere quel 9%. Gaz de France, British Petroleum, Transco e una società norvegese sono le altre corporate interessate al business del mega progetto.

Gasunie occupa un posto chiave nel mercato del gas europeo, e rappresenta un trampolino di lancio per gli obiettivi espansionistici di Gazprom nel mercato britannico. Nel 2005 Gazprom ha venduto più di 4.000 milioni di metri cubi di gas al Regno Unito, Belgio e Olanda. Nel 2006 si passerà a 5.000 milioni di metri cubi, che potrebbero diventare 10.000 entro il 2010.

Il ramo russo del gasdotto ( 917 chilometri che collegano la provincia di Vologda con Viborg, un porto non lontano da San Pietroburgo) sarà completamente finanziato da Gazprom. Nel 2006, il monopolista russo destinerà 700 milioni di euro alla costruzione del gasdotto, e altri 1.740 milioni sono previsti per il biennio successivo. A San Pietroburgo il gasdotto si immergerà nel Baltico per riemergere a Greifswald (Germania Orientale). Il progetto prevede la costruzione di due linee parallele: la prima dovrebbe essere pronta per il 2010; la seconda sarà conclusa due anni più tardi e dovrebbe garantire una capacità di 55.000 milioni di metri cubi annui. Più in là, il gasdotto si estenderà per altri 800 chilometri, attraverso l’Olanda, per terminare la sua corsa a Bacton (Inghilterra). Una volta completato, il gasdotto avrà una lunghezza di circa 3.000 chilometri. Inoltre, è probabile che vengano costruite deviazioni che portino il gas in Svezia e nell’enclave russa di Kaliningrad.

Il megaprogetto non è esente da difficoltà e problemi. La prima incognita è data dalla provenienza del gas che sarà trasportato. La fonte principale di alimentazione dovrebbe essere il giacimento di Yushno- Russkoye, ma il problema è che questo giacimento non è stato ancora aperto. Secondo i rilevamenti geologici, il sito ospiterebbe tre miliardi di metri cubi di gas (ma quelli di cui è stata provata l’esistenza sono solo 700.000 milioni). Gli esperti hanno calcolato che il giacimento potrebbe fornire 25.000 milioni di metri cubi all’anno (vale a dire la quantità necessaria a riempire solo una delle due linee del mega gasdotto). Secondo i vertici di Gazprom, il riempimento della seconda linea sarà garantito dai lontani giacimenti della penisola di Yamal (alcuni dei quali non saranno operativi prima del 2010).

Un altro possibile problema risiede nell’insufficienza di consumatori. La scarsità della domanda è una variabile che ha già interessato il gasdotto che passa nelle acque del Mar Nero. Attualmente, il consumo annuo di gas in Europa è di 530.000 milioni di metri cubi (di cui il 25% proviene dalla Russia). I russi sono ottimisti, e sostengono che mentre la produzione di gas in Europa subirà un graduale declino, si assisterà ad un progressivo aumento dei consumi (fino a 100.000 in più nel 2010 rispetto ai livelli odierni). A cura di fondionline.it