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Gas, il governo al taglio dei consumi ma “nessun rischio black-out”

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Dopo il taglio della fornitura di gas (-12% circa) da parte di Gazprom, alle prese con il freddo record in Russia, il governo italiano corre ai ripari e, dopo la riunione del comitato di emergnza per il gas riunitosi ieri su convocazione del ministro delle Attività produttive Scajola, sarà il Consiglio dei ministri a riunirsi in via straordinaria martedì prossimo per prendere, con tutta probabilità, i seguenti provvedimenti: blocco delle esportazioni di energia elettrica, chiusura temporanea dei rubinetti per i grandi clienti, uso dell’olio combustibile nelle centrali termoelettriche. Dunque la situazione si fa più delicata per l’Italia anche se è lo stesso ministro Scajola a invitare alla calma e a non fare allarmismo. Intanto le uniche a godere saranno probabilmente le imprese che potranno vendere a caro prezzo il loro olio combustibile con costi che andranno a scaricarsi alla fine sul consumatore finale mentre anche Autorità per l’energia e Antitrust non giudicano rosea la situazione: “Le riserve sono insufficienti e inadeguate se continueranno le emergenze climatiche e geopolitiche”, dichiara la prima, mentre l’Italia avrà almeno tre anni “estremamente critici” fino a quando non entrerà in funzione il primo nuovo rigassificatore previsto a Rovigo nel 2008 per la seconda.