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Garante privacy: sì a pubblicazione nomi debitori insolventi delle banche fallite o salvate

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Antonello Soro apre alla possibilità di pubblicare i nomi dei primi cento debitori insolventi delle banche fallite o salvate con i soldi dei contribuenti, ma solo se si tratta di persone giuridiche

Il presidente dell’Autorità garante per la privacy Antonello Soro (nella foto) ha espresso un parere positivo alla richiesta, avanzata dall’Abi, di pubblicare i nomi dei “debitori colpevoli” del fallimento delle banche verso cui erano esposti o di quelle salvate dallo Stato o dai risparmiatori.

In una nota pubblicata sul sito dell’Authority Antonello Soro precisa che “la maggior parte di essi, in quanto presumibilmente persone giuridiche, non gode più dal 2011 di alcuna tutela, ameno sotto il profilo della privacy”.

Diverso invece il discorso per quanto riguarda le persone fisiche. In questo caso “la legge tutela la legittima aspettativa di riservatezza che ciascuno deve poter avere nel momento in cui richiede e ottiene un prestito. Nell’ipotesi in cui si volesse derogare a questa legittima aspettativa, un’eventuale modifica legislativa non dovrebbe comunque contrastare con la disciplina europea a tutela della riservatezza e dovrebbe circoscrivere adeguatamente l’eccezionalità dei presupposti per determinare la deroga”.

Con l’ingresso dello Stato nel Monte dei Paschi è cresciuta la richiesta da parte della società civile di poter sapere chi sono i principali debitori che, con le loro insolvenze, hanno contribuito al crollo di alcuni istituti bancari, tra cui le quattro banche oggetto di bail-in nel 2015, il Banco Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

La proposta è stata avanzata dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli in un’intervista rilasciata al “Mattino”. “Bisognerebbe fare un’eccezione alle attuali regole della privacy proprio alla luce del fatto che si tratta di banche nelle quali sul piano della risoluzione o del salvataggio preventivo è intervenuto lo Stato o le altre banche e i risparmiatori” ha detto Patuelli.