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Galassia Premafin sotto i riflettori di Piazza Affari: arrivano i francesi di Groupama

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Salvatore Ligresti ha aperto le porte ai francesi di Groupama, che hanno fatto il loro ingresso in Premafin, la controllante di Fondiaria Sai, tramite un aumento di capitale da 225,7 milioni di euro. Una mossa che li porterà a diventare azionisti di minoranza alle spalle dell’ingegnere. La compagnia assicurativa francese verserà nelle casse dell’indebitata holding 150 milioni. Secondo lo schema tracciato, Groupama sottoscriverà nuove azioni Premafin per 115,7 milioni e acquisirà tutti i diritti di opzione degli aderenti al Patto per 30 milioni: post aumento di capitale deterrà pertanto una quota pari al 17,89% del capitale votante, mentre la famiglia Ligresti scenderà al 35,78%.

 

Si tratta di un’operazione finalizzata a raccogliere risorse finanziarie necessarie per il rafforzamento patrimoniale della società e della controllata Fondiaria Sai in difficoltà, hanno fatto sapere da Firenze. A stretto giro anche da Oltralpe hanno dichiarato che la quota della sesta compagnia francese non supererà il 20%. Quello che dal quartier generale parigino viene definito un investimento “finanziario” ha invece tutta la parvenza di essere una tappa importante, se non di svolta, del percorso italiano del gruppo francese.


Non è un mistero che Groupama sia interessata a crescere in Italia, come ribadito qualche tempo fa dallo stesso a.d. Jean Azema, ma “non si pone la questione” di un’acquisizione di FonSai. Le ambizioni di crescita complessiva di Groupama sono chiare: il gruppo presentando il piano strategico triennale un anno fa ha indicato un obiettivo di raccolta di 20 miliardi di euro nel 2012, rispetto ai 17 miliardi del 2009. Azema aveva ribadito l’intenzione di procedere a “una o due operazioni di crescita mirata” per raggiungere l’obiettivo di entrare nella Top 10 europea. E la mossa di venerdì è un ulteriore passo in questa direzione.


Groupama ha iniziato il suo percorso italiano a fianco di Vincent Bolloré. Rimettendo indietro le lancette dell’orologio è stato proprio il finanziarie ad emergere per primo come azionista di Premafin, con una partecipazione dello 0,6% acquisita due anni fa, diventata dell’1,7% a fine giugno e salita al 5% nei giorni scorsi. L’attivismo nel mese di ottobre di Bollorè aveva suggerito a molti l’ipotesi di essere in qualche modo l’apripista per un successivo arrivo dei francesi, gruppo a lui vicino. E così è stato.


Groupama adesso ha in mano nella Premafin il 17,09% e non intende andare oltre. Il superamento di una quota del 20% comporterebbe il consolidamento della controllante di Fondiaria Sai. Sul mercato però si è già cominciato a ragionare sulle reali intenzioni della presa di Groupama sulle preziose controllate assicurative dell’ingegnere: c’è la convinzione che i francesi possano avere interessi ben più forti post aumento di capitale nella compagnia assicurativa in difficoltà.


Gli aderenti al patto di sindacato di Premafin si sono impegnati per un periodo di due anni a far data dall’esecuzione dell’operazione a non cedere le loro partecipazioni e, insieme a Premafin, a non cedere il controllo diretto e indiretto di Fondiaria e di Milano Assicurazioni. Successivamente, qualora si intenda dar luogo a tali cessioni, Groupama dovrà essere previamente consultata. Che fin da subito avrà però diritto a nominare un membro del cda di Premafin. I riflettori di Piazza Affari questa mattina restano puntati sulla galassia Premafin. E non sono i soli. La discesa dei francesi avrebbe infatti suscitato le perplessità delle autorità Antitrust. Tanto che la Consob sarebbe già a lavoro per verificare se sussista un obbligo di Opa.