Galassia Agnelli ancora nel mirino delle vendite, Fiat -40% da inizio anno. Per Goldman è buy

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 19/08/2011 - 12:09
Quotazione: FCA CHRYSLER
Quotazione: EXOR
Quotazione: CNH INDUSTRIAL

Le vendite continuano a schiacciare i titoli della galassia Agnelli, che ieri hanno registrato crolli superiori ai 10 punti percentuali. I ribassi da inizio anno sono impressionanti: Fiat Spa ha lasciato sul parterre il 39,93%, Fiat Industrial il 35,56%, Exor il 40,71%. Anche oggi la musica è sempre la stessa: la casa auto cede il 5,08% a 4,11 euro, la società di camion e macchine agricole il 6% a 5,72 euro, la cassaforte di famiglia il 5,03% a 14,55 euro. Gli investitori hanno però ridotto la loro esposizione sul titolo Fiat soprattutto nelle ultime settimana quando sono arrivate notizie negative da Stati Uniti, India e Brasile. Senza dimenticare i broker che hanno iniziato a tagliare le stime sulle vendite di automobili in Europa e negli Stati Uniti.
 
Ieri sera è toccato a Goldman Sachs. La banca d'affari Usa prevede che quest'anno saranno venduti 13,5 milioni di veicoli nel Vecchio Continente e 17,5 milioni negli States, un milione di meno in Europa e mezzo milione negli Usa rispetto alle precedenti stime. Goldman ha tagliato il target price di Fiat Spa a 11 euro dal precedente 12,9 euro inserendo però il titolo all'interno della sua "Convinction buy list, mentre ha declassato il rating di Fiat Industrial a neutral dal precedente buy.

A pesare sulle quotazioni anche il sempre più probabile mancato target di vendita della 500 negli Stati Uniti. Il responsabile del brand Fiat negli Stati Uniti, Laura Soave, ha infatti dichiarato ad inizio settimana che la 500 potrebbe mancare il target di 50 mila unità di vendite nel 2011 a causa di ritardi nell´apertura di alcuni dei 130 dealer scelti. "Non ci sorprende - hanno rimarcato gli analisti di Equita - ma nel complesso l'impatto è comunque modesto sia per Fiat che per Chrysler". Sul fronte indiano il presidente di Tata Motors, Ratan Tata, ha dichiarato che circa metà dell'investimento nella joint venture con Fiat è andata persa, mentre in Brasile nell'ultimo mese le immatricolazioni del Lingotto hanno mostrato una flessione del 4,4%.

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