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Gabetti, piano industriale: nel 2008 fatturato a 169 milioni di euro

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Si muoverà lungo tre principali direttive di crescita il piano industriale 2006-2008 di Gabetti holding, che prevede un radicale ampliamento della gamma di prodotti con l’obiettivo di diventare il primo full service provider italiano nel comparto immobiliare: rafforzamento dei business storici, incremento di nuovi business nell’area advisory e asset management, dei servizi ai fondi immobiliari e nella gestione dei crediti in sofferenza e acquisizione o integrazione di team, soprattutto per quanto riguarda l’offerta di servizi finanziari corporate e di servizi tecnici. Gli obiettivi che la società si è posta prevedono un fatturato a 169 milioni di euro nel 2008 dai 73 attuali e un margine operativo loro a 33,8 milioni di euro da circa 6,7 attuali, in entrambi i casi con l’esclusione delle attività di trading non ricorrente. Scenderà dall’80% attuale al 55% circa la quota di fatturato proveniente dall’attività di intermediazione imobiliare, mentre saliranno al 25% le attività storiche non agency (co-investimento immobiliare, valutazioni, servizi finanziari retail) e al 20% i nuovi business. Per raggiungere tali obiettivi la società prevede investimenti per 40 milioni di euro circa, 23 in pubblicità e marketing, 9 in recruiting, formazione del personale e consulenze e 8 per la creazione di una nuova piattaforma It. Sempre tra il 2006 e il 2008 il debito operativo passerà da 30 a 12 milioni di euro. Già nel 2006 si dovrebbero vedere i primi risultati con un fatturato previsto a circa 102 milioni di euro (+39% sul 2005) mentre il mol dovrebbe scendere a 5,7 milioni da 6,7 a causa di investimenti e costi di supporto alla crescita (oltre 14 milioni di euro). Elio gabetti, presidente e ad Gabetti ha commentato: “Il piano rappresenta un giro di boa per il gruppo che vuole puntare a mantenere una posizione di leadership nei segmenti storici, conquistarla nei servizi finanziari etecnici ed acquisire una posizione di rilievo nelle altre aree. Tutto ciò porta a guardare il segmento Star di Borsa come al nostro naturale approdo”.