G20: summit ministri delle Finanze a Washington, gli Usa al centro del dibattito

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I ministri delle Finanze dei 20 Paesi più potenti si riuniscono oggi e domani a Washington, per fare il punto sull’economia globale, disorientata in questo momento dagli Stati uniti. La questione del debito a stelle e strisce, con lo shutdown in corso per il decimo giorno e la scadenza del 17 ottobre sull’innalzamento del tetto al debito che si avvicina inesorabile, sarà al centro delle discussioni. 
Dopo dieci giorni, i repubblicani e i democratici non hanno ancora trovato un accordo sul budget per il 2014, costringendo lo Stato federale a fermare tutte le attività e i servizi non essenziali e a sospendere dal lavoro migliaia di lavoratori. Il conflitto politico all’interno del Congresso rischia di provocare anche il default del Paese se il tetto al debito non verrà alzato entro il 17 ottobre. Il presidente americano, Barack Obama, dovrebbe incontrare oggi alla Casa Bianca i rappresentanti dei repubblicani, per cercare di allentare le tensioni. Intanto Washington studia delle vie di fuga, nel caso in cui l’accordo non venisse raggiunto entro la data fatidica. Tra queste, si ipotizza una legge sul finanziamento a breve o sull’innalzamento temporaneo del tetto al debito. 
Ma nella due giorni del G20 non mancheranno nemmeno commenti e analisi sulle prossime mosse della Fed, soprattutto dopo che ieri è stata nominata Janet Yellen alla guida della banca centrale americana al posto di Ben Bernanke. Una nomina che dovrebbe assicurare continuità dell’attuale politica monetaria. Indicazioni riguardo la politica monetaria della Fed sono giunte ieri sera dalle minute dell’ultima riunione del comitato operativo. Dai verbali è emerso che la maggioranza all’interno del board della banca centrale americana ritiene che il piano di progressivo ritiro degli stimoli monetari (tapering) debba partire quest’anno per concludersi a metà 2014. 
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