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Fusioni bancarie, l’ultima parola all’Antitrust

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La riforma della legge sul risparmio potrebbe essere al vaglio del consiglio dei ministri già domani. Mancano solo gli ultimi ritocchi al testo messo a punto da un’apposito gruppo guidato dal viceministro Roberto Pinza. Nessun cambiamento rivoluzionario ma piuttosto una serie di novità e adeguamenti richiesti dall’impianto della legge che ha dato al governo una delega di un anno per realizzare i decreti legislativi. Lo stesso Pinza, senza svelare nel dettaglio gli interventi, ha precisato: “Il risultato finale sarà quello di una maggiore chiarezza e soprattutto dell’aumento della difesa dei risparmiatori” rimandando al mittente le accuse che sono arrivate dall’opposizione che vedono nella scelta del governo una sorta di blitz per sovvertire a legge. Nello specifico le modifiche alla legge 262/05, meglio conosciuta come riforma sul risparmio, si occupano di vari aspetti che vanno dai poteri della Banca d’Italia, alle competenze delle Authority, fino alle norme sulla corporate governance delle aziende quotate. Tra i chiarimenti più attesi quello sulle autorizzazioni alle fusioni di gruppi bancari: non sarà più necessario un atto congiunto Banca d’Italia-Antitrust previsto dalla legge e mai applicato, ora sarà l’Autorità a decidere.