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Funzionario Bce parla, euro sbanda. Caos aumenta con rumor Draghi a Jackson Hole

Il numero uno della Banca centrale europea farà un grande annuncio nell’evento che si tiene ogni anno nello Wyoming? D’altronde, l’ultima volta che partecipò al simposio segnalò…

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Investitori storditi dalle continue dichiarazioni e dai continui rumor sulla fine del piano di Quantitative easing della Bce. I troppi interrogativi su quanto Mario Draghi, numero uno della Banca centrale europea, annuncerà dopo l’estate – forse anche prima – hanno fatto perdere la bussola a trader e mercati più di una volta.

Oggi, a innervosire gli operatori sono state le parole proferite da Ilmārs Rimšēvičs, membro del Consiglio direttivo della Bce, che ha affermato che il piano QE potrebbe continuare per altri due anni, a causa del trend deludente delle pressioni inflazionistiche.

E così, dopo essersi rafforzato – sulla scia dei toni decisamente dovish di Janet Yellen, numero uno della Fed – oltre $1,1440, l’euro vira subito in rosso dopo le dichiarazioni del funzionario, buca la soglia di $1,14 per attestarsi attorno a $1,1390.

Il rapporto euro-dollaro testa così il minimo in una settimana. Ma il trend dura poco.

A generare nuovi dubbi è l’arrivo quasi contestuale di alcuni rumor che avallano tutto il contrario di quanto detto da Ilmārs Rimšēvičs.

Il Wall Street Journal riporta infatti indiscrezioni, secondo cui la Bce svelerà il piano di inizio tapering del QE nella riunione del 7 settembre. L’articolo cita alcuni funzionari della Bce e aggiunge che la spina del Quantitative easing inizierà a essere staccata nel 2018.

Non solo. Ancora prima succederà qualcosa: secondo il WSJ, infatti,  il numero uno della Bce Mario Draghi, dopo tre anni anni di assenza, parteciperà alla conferenza dei banchieri di Jackson Hole, ad agosto. E, in quell’occasione, proferirà un discorso che dovrebbe “dare ulteriori segnali sulla crescente fiducia che la Bce ripone nell’economia dell’Eurozona e la minore dipendenza dagli stimoli monetari”.

L’ipotesi appare concreta, se si ricorda che fu proprio nel suo ultimo intervento a questo simposio, nell’agosto del 2014, che il banchiere centrale segnalò l’inizio del QE della Bce.

Il WSJ fa notare tra l’altro che, “in base a una fonte informata sui fatti, indicare la fine del programma Quantitative easing nel corso dello stesso evento avrebbe una certa simmetria”.

E così i trader ci ripensano e, alle 15.15 circa ora italiana, il rapporto euro-dollaro recupera e si riposiziona sopra la soglia di $1,14, a $1,1413. Ma nei minuti successivi perde di nuovo la bussola.

Trader sull’attenti, in un momento in cui si chiede, dopo il tono da colomba di Janet Yellen, anche cosa farà la Fed a dicembre (le probabilità di un rialzo dei tassi sono attorno al 50%) . E oltre a quello che faranno gli Usa c’è la Bank of Japan con il suo QE che, secondo Deutsche Bank, continuerà nel corso del 2018.

Mentre l’euro oscilla alla completa mercé della Fed e della Bce, si spera che qualche chiarimento arriverà nel corso della prossima riunione della Bce, prevista per il 19-20 luglio.