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Fumata nera per la prima votazione del presidente della Repubblica

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L’accordo tra Bersani e Berlusconi per far salire al Colle, Franco Marini, non è riuscito a ottenere i 672 voti necessari per avere la maggioranza dei due terzi del Parlamento. Da notare come, dalle indiscrezioni di stampa, PDL e Lega abbiano votato molto compatti su Marini mentre ci sia stata una frattura importante nel PD (già comunque evidenziata negli scorsi giorni).

Appena prima dello scrutinio il FTSE Mib aveva evidenziato un importante movimento rialzista che l’aveva portato dai 15480 punti ai 15640 punti circa proprio grazie alle scommesse degli investitori sulla nomina di Marini come nuovo presidente della Repubblica alla prima votazione. Tale balzo era proprio legato all’ottimismo dei trader sulle conseguenze positive che avrebbe portato l’intesa Bersani-Berlusconi sulla nomina del presidente anche sullo stallo istituzionale (possibile formazione nella prossima settimana di un “Governissimo”).

Con il procedere dello scrutinio e l’aumento delle possibilità che Marini non potesse ottenere i voti necessari, sul FTSE Mib sono aumentate le vendite portando l’indice al di sotto dei 15550. Ora i riflettori sono puntati sulla seconda votazione alle 15,00. Ma difficilmente si riuscirà a trovare un accordo dell’ultimo minuto. Per i mercati sarebbe positivo se i partiti riuscissero ad accordarsi almeno nella terza votazione (ovvero ancora quella coi 2/3 dei deputati/senatori). Già la quarta votazione con la maggioranza assoluta invierebbe un segnale debole sui mercati.

FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist IG