Fugnoli: "Il petrolio a 55$? Non e' un brutto sogno, un anticipo di futuro possibile"

Inviato da Redazione il Gio, 18/11/2004 - 17:40
Si sta respira una pace apparente nei corridoi di piazza Affari. C'è da fidarsi. Spystocks l'ha chiesto ad Alessandro Fugnoli, capoeconomista di AbaxBank. "Nei giorni che precedono il Ringraziamento l'America entra in uno stato d'animo raccolto e autocelebrativo. I mercati finanziari assorbono per osmosi questa atmosfera, mettono tra parentesi gli elementi negativi e le paure e si lasciano andare alla fiducia. Non è euforia, ma un senso di tepore rassicurante in cui incubi e nevrosi si dissolvono", spiega Fugnoli, aggiungendo: "il rally azionario di fine anno si consolida e prepara l'esplosione dei consumi nei due giorni successivi al Ringraziamento, quando decine di milioni di persone invadono i centri commerciali e spendono come in nessun altro giorno dell'anno". Dunque possiamo credere a un finale di anno sui listini dolce? "In questa fase gestori e investitori scoprono di avere troppo poche azioni proprio mentre il 31 dicembre, il giorno del giudizio, si fa improvvisamente vicino", scherza Fugnoli. "Chi ha vissuto pigramente tutto l'anno nella confortante penombra del sottoinvestimento viene improvvisamente scosso dalla luce abbagliante del rialzo e viene a trovarsi in una posizione piuttosto
scomoda. O accetta un risultato finale inferiore a quello di tutti gli altri oppure beve l'amaro calice e acquista con sovrapprezzo quello che non aveva comprato scontato nei mesi precedenti", risponde seriamente l'esperto, ricordando che "quest'anno ci sono, oltre ai fattori comportamentali consueti, elementi positivi specifici. Le elezioni sono alle spalle e si sa che la maggioranza dei cittadini è sempre soddisfatta dell'esito del voto". Tutto a posto, allora? "Sì, ma con qualche avvertenza.
Il petrolio non è scomparso dalla scena, come sembrano credere in molti in questi ultimi giorni. Si è semplicemente defilato un momento, forse fino a gennaio-febbraio. Il leone dorme, non è diventato un agnello. I 55 dollari non sono stati un brutto sogno e basta, bensì un anticipo di un futuro possibile e perfino probabile", sottolinea l'esperto. Ma la ricetta per trovare un bel dono di Natale sotto l'albero c'è. "Di qui a fine anno suggeriamo di rimanere moderatamente sovrappesati in azioni e di comprarne altre su debolezza. Anche il petrolio è da acquistare su debolezza, ma con tempi più lunghi. Sul dollaro si può rimanere short con il massimo di aggressività compatibile con interventi di disturbo delle banche centrali europea e giapponese", conclude Alessandro Fugnoli.
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