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Fugnoli: per gli investitori fondamentale prendere il treno di fine anno

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“Si prega di non insistere: a breve distanza è in arrivo un altro rialzo azionario”. E’ questo il titolo dell’ultima edizione del Rosso e il Nero, il settimanale di strategia firmato da Alessandro Fugnoli di Abaxbank. Il paragone è quello tra il mercato azionario e la metropolitana e tra il fatto che spesso gli investitori insistano a volere entrare sul mercato così come i viaggiatori insistono a volere introdursi nel treno della metropolitana anche quando la carrozza è stracolma di gente. “Da due giorni – spiega Fugnoli – gli altoparlanti di alcuni policy maker invitano gli investitori a non insistere a volere entrare a tutti i costi nel mercato azionario e nei risky asset in generale. Il premio per il rischio è troppo basso, dicono. Hanno cominciato su questa linea alcuni esponenti della Banca centrale europea e anche il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, ha dato il suo avallo”. “Già che ci sono – prosegue lo strategist di Abaxbank – i policy maker, oltre a discutere tra loro, approfittano della situazione per operare un intervento di manutenzione ordinaria sui mercati. Diciamo ordinaria, e non straordinaria, perché in cuor loro non pensano affatto che le Borse siano particolarmente care, ma semplicemente che stiano salendo troppo velocemente”.


Ecco perché tutto sommato Fugnoli rimane ottimista sull’andamento dei prossimi mesi dei mercati azionari: “Il quadro rimane ancora largamente favorevole e continuiamo a pensare che le Borse chiuderanno l’anno, se non ci saranno eventi esogeni al momento imprevedibili, su nuovi massimi. Poiché però l’anno è ancora lungo e i rialzi, a oggi, sono già notevoli, qualche mese di pausa nel bull market ci può stare”. Il prezzo da pagare potrebbe essere quella volatilità che ultimamente ha messo spesso il bastone tra le ruote agli investitori, anche quando i mercati andavano bene. “Per i policy maker – fa notare lo strategist di Abaxbank – è tutto sommato indifferente che il mercato stia in surplace immobile, annoiandosi, o che oscilli con una ragionevole volatilità. Forse la seconda ipotesi è preferibile, perché limita l’accumularsi eccessivo di posizioni e la vendità di volatilità da parte degli operatori. Se non interverranno elementi nuovi, la correzione in corso sarà molto più modesta e morbida di quella di febbraio-marzo, che già di suo non fu particolarmente pesante”.

Ecco perché, conclude Fugnoli riallacciandosi al paragone iniziale tra mercati azionari e treni metropolitani, “per il momento si può accogliere l’invito dei policy maker a non insistere nel volere entrare nel mercato. Passeranno altri treni e non andranno molto lontano. L’importante sarà non perdere il rapido di fine anno”. Dal momento che, a quanto pare, quest’ultimo treno porterà i mercati sui livelli massimi di sempre.