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Fuga dall’hi-tech scatenata dalla Rotazione fiscale. Volatilità rialza la testa, ecco le prossime scommesse

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Nuovi forti smobilizzi sui titoli tecnologici: a Wall Street, in vista dell’attesa approvazione della riforma fiscale Usa, si parla di una rotazione tra settori, che spingerebbe trader e investitori a uscire dai settori che presentano valutazioni molto alte – come appunto, quello hi-tech -, per finanziare l’acquisto di comparti le cui quotazioni sono rimaste indietro, come i titoli finanziari e telecom. Gli ultimi smobilizzi hanno portato i titoli FANG (Facebook, Amazon, Netflix, Google), a bruciare un valore di mercato, nella sessione dello scorso mercoledì, pari a bruciare in una sessione 60 miliardi di dollari: si è trattato della perdita più forte in cinque anni, seguita da un rally dell’1% il giorno successivo.

Le improvvise forti oscillazioni che hanno preso di mira soprattutto il Nasdaq sono state confermate dal trend dell’indice della paura, il CBOE Volatility Index, o VIX che, dall’inizio della scorsa settimana, è balzato dell’11%, accompagnato da volumi di trading sull’indice che hanno testato il massimo storico lo scorso venerdì.

La fuga dall’hi-tech si può spiegare con il fatto che il settore fa fronte già alla terza tassa corporate più bassa, rispetto a quelle imposte su altre industrie, in base a quanto emerge dalle rilevazioni di S&P Global. Questo significa che le azioni beneficeranno in misura minore dell’effetto della riforma fiscale targata Donald Trump, che sarebbe in dirittura d’arrivo.

Gli investitori lo sanno bene, e per questo stanno iniziando a uscire dal settore per allocare i propri soldi in altri considerati più appetibili. La strategia sta più che compensano l’effetto potenzialmente positivo della tassa più bassa che verrebbe applicata nel caso in cui gli utili conseguiti all’estero venissero rimpatriati: tassa straordinaria che dovrebbe comunque avvantaggiare le mega aziende hi-tech.