1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Il Ftse/Mib archivierà il 2015 in pareggio. P/e troppo alti, soprattutto tra i bancari. Meglio utility e tlc (analisti)

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN
 
L’incertezza circa le misure della Fed e la “frenata” della Cina sono le due variabili che rendono volatili le Borse e difficile per gli analisti individuare quale direzione prenderanno i mercati, Ftse/Mib incluso. Quest’ultimo ha avuto fin qui un andamento molto positivo, battendo a livello di performance tutte le altre piazze europee. Ma per gli analisti le azioni italiane, sulla base dell’indicatore p/e atteso, sembrano diventare troppo costose. Come sottolinea Saxo Bank, Intesa Sanpaolo (componente principale dell’indice, che pesa per ben il 12,8%) ha ora un price to book ratio di 1,15x, che è ben sopra la media delle altre grandi banche europee, ferma a 0,85x. “Il comparto finanziario italiano risulta quindi costoso rispetto ai competitor di Spagna, Francia e Germania -è il commento di Saxo –  Come risultato, riteniamo che il rally possa prendere una pausa, ponendo l’indice Ftse/Mib in una fase di attesa“.
 
Capodanno in pareggio
 
Capodanno in sostanziale pareggio quindi per Piazza Affari, anche secondo Roberto Pedon, responsabile asset management di Cassa lombarda. “L’indice Ftse/Mib a fine 2015 potrebbe rimanere vicino ai livelli attuali, cioè intorno a 22.000 punti – spiega Pedon – Il differenziale tra il rendimento, molto contenuto, delle obbligazioni e il rendimento delle azioni è sicuramente a favore di queste ultime. Tuttavia, le revisioni al ribasso degli utili legate al rallentamento dell’economia globale e alla debolezza delle materie prime, potrebbero incidere sia sulle valutazioni degli analisti sia su quelle dei gestori, sempre più attenti a conservare le performance assolute fin qui registrate”. 
 
Settori e titoli sugli scudi
 
Le recenti revisioni al ribasso della crescita globale potrebbero infatti allontanare, magari anche solo di qualche mese, l’inizio di una fase di rialzo dei tassi di interesse. Da qui nasce il gradimento di Cassa lombarda per il settore delle utilities (in particolare Hera), della trasmissione dei segnali (Inwit) e delle telecomunicazioni, con Telecom Italia in testa. “In maniera speculare, un ambiente di tassi bassi non può che penalizzare il margine di interesse delle banche italiane sulle quali rimaniamo cauti”, dice Pedon. Che aggiunge: “Ma, pur considerando abbastanza sopravvalutate le assicurazioni italiane rispetto a quelle europee, l’ottimo lavoro svolto dal management suggerisce di rimanere investiti nelle Generali”.  
 
Effetto Expo
 
Non ritenendo ancora terminato il processo di revisione al ribasso degli utili, Cassa lombarda preferisce ancora evitare il settore energetico, se non investendo in maniera tattica sul settore della raffinazione puntando sul titolo Saras. Inoltre, il successo registrato da Expo 2015 e i buoni dati di traffico nel periodo estivo fanno ben sperare per i prossimi risultati sia di Ferragamo sia di Campari. “Infine, continuiamo a investire in titoli che riteniamo sottovalutati a fronte di prospettive di crescita interessanti come Enel Green Power, o di processi di ristrutturazione in corso, come Safilo e Fincantieri“, conclude Pedon.