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Ftse Mib, rialzi YNAP e Saipem non bastano. Avversione al rischio: buy su Bund mentre euro rischia $1,18

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Acquisti anche sull’oro, con il contratto spot che supera i 1.310 dollari, proseguendo nel trend rialzista dopo il +1% della vigilia,  e sullo yen.

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Il trend dell’azionario europeo continua a confermarsi debole scontando, oltre all’esito delle elezioni tedesche, anche la nuova escalation delle tensioni tra gli Usa e la Corea del Nord.

Il Ftse Mib resiste ai ribassisti e segna un lieve rialzo, viaggiando attorno a quota 22.420 punti. Tra i titoli migliori, YNAP e Saipem, mentre tra i peggiori si segnalano Moncler, Recordati, Luxottica e Mediaset.

Telecom Italia rimane osservata speciale: la riunione del Comitato che dovrà decidere se sia il caso che lo Stato ricorra all’esercizio del golden power è slittata da ieri a oggi. La cautela su Mediaset si spiega con l’attesa per la diffusione dei conti semestrali.

Nuova fiammata dello spread BTP-Bund a 10 anni: l’esito del voto in Germania ha rinfocolato le incertezze sul futuro del progetto europeo, a causa del grande successo incassato dall’AfD, partito di estrema destra, anti-immigrazione ed euroscettico.

L’avversione al rischio ha portato gli investitori già da ieri a rifugiarsi su quegli asset che vengono considerati più sicuri, Bund tedeschi in primis. E l’acquisto del debito sovrano sta zavorrando i rendimenti tedeschi, con il risultato che il divario tra i tassi dei BTP e quelli dei Bund si allarga, e supera anche la soglia di 176 punti base.

Acquisti anche sull’oro, con il contratto spot che supera i 1.310 dollari, proseguendo nel trend rialzista dopo il +1% della vigilia,  e sullo yen, con il rapporto usd-jpy in calo attorno a JPY 111,50.

L’euro è un’altra vittima illustre delle ansie che affliggono i mercati e perde terreno e, dopo essere sceso ieri dello 0,9% a $1,1853,  cede lo 0,30% circa, a $1,1811. Gli acquisti sullo yen penalizzano la moneta unica anche in questo rapporto di cambio, con eur-jpya JPY 131,93 circa. Il trend ribassista è confermato anche sulla sterlina – con eur-gbp a 0,8763 – mentre nei confronti del franco svizzero la performance è piatta a CHF 1,1458.

Guardando in avanti Jane Foley, strategist senior del mercato forex presso Rabobank International, ritiene che l’euro sarà probabilmente “suscettibile alle notizie politiche che arriveranno dalla Spagna e dall’Italia” e che dunque il rapporto euro-dollaro “potrebbe oscillare attorno ai livelli attuali in un orizzonte temporale di 1-3 mesi”. In un outlook a “sei mesi9, le stime sono di un valore a $1,22”, ma “la politica europea continuerà a rappresentare un rischio a questo outlook”.

Per Steve Barrow, responsabile della divisione di strategia dei paesi del G10 presso Standard Bank, “l’eur-usd tornerà a $1,15, o anche più in basso, fino alla fine dell’anno, visto che il rialzo verso il nostro target di più lungo periodo è stato posticipato.

Standard Bank rimane bullish sull’euro nel più lungo termine, ma per ora ritiene più probabile “che l’euro scenda a $1,15, piuttosto che salga a $1,25”.