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Ftse Mib mette nel mirino i massimi dal ‘balconcino’, +13% Ytd con boom banche. Ma una pausa appare necessaria

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Piazza Affari avvicina a grandi falcate la soglia dei 21 mila punti, livello che non vede in chiusura dallo scorso 28 settembre, giorno del varo da parte del governo giallo-verde della prima versione della Manovra 2019 che prevedeva un deficit al 2,4% e simboleggiato dall’esultanza del vicepremier Luigi Di Maio e dei ministri cinquestelle dal balconcino di palazzo Chigi.

 

La seduta del 28 settembre 2018 aveva preannunciato tempi difficili per Piazza Affari con un calo del 3,74% a cui fecero seguito tre mesi difficili per il listino milanese complice l’elevata tensione con l’UE sulla legge di bilancio proseguita fino a dicembre quando Roma è andata incontro alle richieste dell’Europa riducendo l’obiettivo di deficit dal 2,4% a 2,04%. Non va dimenticato che in generale l’ultimo trimestre del 2018 è stato molto difficile per l’azionario globale con ribassi a doppia cifra per tutti i maggiori indici.

Solo il Nasdaq tiene testa all’indice italiano

Il Ftse Mib è reduce dalla grande abbuffata dei primi 2 mesi dell’anno che permette un saldo da inizio anno di +13,4%, il migliore tra quello delle maggiori Borse mondiali. Rimane invece in negativo il saldo a 12 mesi (-4%).

L’indice Ftse Mib anche oggi si conferma il migliore tra i maggiori indici europei e ha toccato un picco a 20.835 punti, livello che rappresenta il massimo intraday dal 3 ottobre scorso. Parallelamente scende il livello dello spread in area 253 pb nonostante Moody’s ieri abbia tagliato le stime sul PIL 2019 a +0,4% rimarcando che l’incertezza rimarrà elevata per tutto l’anno e che il differenziale Btp/Bund rimanga a livelli elevati nonostante il ritracciamento dopo che governo e Ue hanno trovato un accordo sulla legge di bilancio.

Le prossime date chiave

Prossime date importanti per l’Italia sono i pronunciamenti della stessa Moody’s (15 marzo) e di S&P (26 aprile). Subito dopo S&P ci sarà l’importante responso sul PIL del primo trimestre 2019 (30 aprile).

In generale i mercati attendono invece il prossimo 7 marzo quando la Bce potrebbe annunciare un nuovo Tltro da avviare nei mesi successivi (probabilmente da giugno).

 

Analisti tecnica: indice pronto all’attacco dei 21 mila

L’Ufficio Studi di FinanzaOnline sottolinea come il Ftse Mib conferma la rottura delle resistenze statiche e dinamiche, rispettivamente quella dei 20.236 punti e quella della media mobile 200 periodi che passava a 20.400 punti. Un segnale positivo che apre la strada verso quota 21.000 punti e 21.122 punti, dove risiede un’importante resistenza statica. Statisticamente questo movimento rialzista, avviato a fine dicembre in corrispondenza con l’avvio del recupero dei mercati azionari a livello globale, sembra necessitare di una pausa.

 

Banche regine a febbraio, ma Ytd i migliori sono altri

Febbraio in particolare ha visto Piazza Affari fare meglio di tutti con quasi +5% grazie alla prova di forza del settore bancario rianimato da una solida tornata di trimestrali e ratio patrimoniali che per tutte le maggiori banche italiane risultano ben superiori a quelli minimi indicati dalla Bce per il 2019. Una sponda importante per l’Italia e le banche è arrivata dalle crescenti attese per un nuovo Tltro della Bce e lo scampato pericolo sul fronte agenzie di rating: Fitch ha confermato il rating sull’Italia venerdì scorso e nel report ha dato spazio alle banche sottolineando i forti progressi nel corso della seconda metà del 2018 sul fronte qualità degli attivi.

 

Nell’ultimo mese il rally delle banche è stato prepotente con +30% per Banco BPM seguito a ruota da Bper con +25% e la coppia Unicredit e UBI con +22% circa.

Considerando il bilancio da inizio anno, a guidare la classifica del Ftse Mib è Saipem con un sonante +43% grazie anche alla sponda dei solidi riscontri arrivati ieri dai conti 2018 e dalla guidance 2019. Seguono Azimut con oltre +36%, Ferrari +32% e Moncler +28%, con quest’ultima trainata dall’exploit odierno in scia ai solidi conti 2018.