Il Ftse Mib chiude la settimana con un calo del 2,5% e perde contatto con quota 14.000 punti

Inviato da Marco Barlassina il Ven, 06/07/2012 - 17:57
Quotazione: UNICREDIT GROUP
Quotazione: FONDIARIA-SAI
Quotazione: FCA CHRYSLER
Quotazione: UNIPOL

Ancora una seduta difficile per Piazza Affari in scia al riemergere delle tensioni sul debito in Europa e a dati deludenti sul mercato del lavoro giunti dagli Stati Uniti (in luglio creati solo 80mila nuovi posti di lavoro).

Il Ftse Mib ha chiuso la seduta in calo del 2,53% a 13.732 punti, mentre il Ftse All Share ha terminato con una flessione del 2,26% a 14.725 punti.

Sul listino milanese hanno pagato dazio alle tensioni europee soprattutto i titoli bancari. Con lo spread tornato in area 470 punti base le azioni degli istituti di casa nostra hanno rivisto i fantasmi che sembravano archiviati dopo il summit europeo del 28 e 29 giugno scorsi. Ad essere presa di mira dalle vendite fin dalle prime battute è stata soprattutto Unicredit. Il titolo di Piazza Cordusio ha poi concluso le contrattazioni in calo del 5,41% a 2,66 euro. Peggio ha fatto, perdendo terreno nel finale, il titolo Mediobanca (-6,27% a 3,11 euro).

Male anche Fiat (-5,33% a 4,0460 euro), che ha dovuto scontare la debolezza del settore automobilistico in tutta Europa dopo la diffusione di deludenti dati sulle vendite da parte della francese Peugeot. 

Ha corretto Finmeccanica (-5,24% a 3,0720 euro) dopo il buon rally di ieri legato a indiscrezioni di stampa, mentre cala sempre di più l'appeal speculativo su Impregilo (-5,28% a 3,0120 euro).

Si sono salvati dal segno meno solo pochi titoli, soprattutto nei settori più difensivi. Terna ha chiuso in progresso dell'1,44% a 2,8140 euro, mentre Snam ha segnato in chiusura un +0,29% a 3,44 euro.

Il caso del giorno in Piazza Affari ha ruotato intorno a Unipol-FonSai. Dopo che la Consob ha dato l'ok all'esenzione dall'Opa a cascata da parte di Unipol, la compagnia bolognese ha diffuso i prezzi di concambio per la fusione a quattro con Fondiaria Sai, Premafin e Milano. Le offerte sono state giudicate diluitive dal mercato, che ha infatti punito tutti i titoli delle società coinvolte, alcune per lunghi tratti della giornata sospese dalle contrattazioni. Unipol ha ceduto il 10,58% a 15,64 euro, Fondiaria il 17,17% a 69,70 euro, Milano Assicurazioni il 10,17% a 0,243 euro e Premafin il 7,99% a 0,182 euro.

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