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Ftse Mib chiude ai massimi 2018, affonda Saipem

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Colpo di reni di Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che si è spinto oggi fino a quota 24.073 punti, sui nuovi massimi 2018 (il 23 gennaio si era fermato a 24.050 punti) che corrispondono anche con i massimi dal lontano luglio 2015, per poi chiudere a 24.035 (+0,22%). A livello di analisi tecnica la prossima resistenza chiave da superare in chiusura è il massimo del 2015 a 24.157 punti. Sul fronte spread il differenziale di rendimento tra Btp e Bund si mantiene sui minimi da agosto 2016 in area 116 punti base dopo che ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito a Roberto Fico un incarico esplorativo per vagliare l’ipotesi di un governo M5S-Pd. Il capo dello Stato ha chiesto al presidente della Camera di riferire entro la giornata di giovedì. Secondo alcuni analisti il materializzarsi di un governo M5S-Pd, ritenuto comunque poco probabile, sarebbe ben accolto dal mercato con lo spread che potrebbe reagire con una pronta discesa sotto il muro dei 100 pb.

Sul valutario l’euro si è mantenuto sui minimi a circa due mesi contro il dollaro complice l’approdo a quota 3% del rendimento del Treasury Usa e anche le deboli indicazioni dall’indice Ifo tedesco, attestatosi a 102,1 punti ad aprile, sui minimi dal settembre 2012.

In Europa sta entrando nel vivo la stagione delle trimestrali che nel Vecchio continente potrebbe essere più sfidante complice la forza dell’euro nel primo trimestre, che inciderà sui bilanci degli esportatori, e la perdita di slancio della congiuntura economica dopo il boom del 2017. JPMorgan si aspetta sorprese positive in questa stagione, confermando la sua previsione di crescita dei profitti del 14% per l’area dell’euro nell’intero 2018, ritmo doppio rispetto alle stime di consensus.

A Milano toccata e fuga dai massimi di periodo per Eni (close a -0,37%) che sotto la spinta anche del rialzo dei prezzi del petrolio (Wti tornato sopra 69 dollari al barile) aveva toccato nell’intraday un picco a 16,18 euro, nuovo massimo da agosto 2014. Nelle ultime sei settimane, ossia dalla presentazione del nuovo piano strategico lo scorso 16 marzo, il titolo è schizzato in avanti di oltre il 15%.

Miglior performer di giornata è stata Salvatore Ferragamo (+3,93% a quota 24,64 euro). Il titolo della maison del lusso ha chiuso così sui massimi da ottobre 2017. Oggi gli analisti di Bryan Garnier hanno rivisto leggermente al rialzo il prezzo obiettivo a 21,40 euro dal precedente 20,80 euro (rating neutral).

Fredda accoglienza del mercato ai conti di Saipem, scivolata all’indietro di quasi il 3%. Il primo trimestre del 2018 ha evidenziato una perdita di 2 milioni di euro contro i profitti di 47 milioni nei primi tre mesi del 2017. Il risultato netto adjusted, ossia al netto delle poste non ricorrenti, è sceso a 11 milioni rispetto ai 54 milioni del 2017. L’utile rettificato è inferiore alle attese del mercato che indicava un dato pari a 40,3 milioni.

Male anche Ftse Mib è STM (-0,73%) che continua a pagare la debolezza del settore dei semiconduttori con attese negative soprattutto sul trimestre in corso. Domani il gruppo italo-francese diffonderà i conti del primo trimestre.