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Ftse Mib cambia ancora volto, Hera prepara il gran debutto. Brembo retrocede

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Nuovi avvicendamenti all’intero del Ftse Mib in arrivo il prossimo 18 marzo. Dopo i cambiamenti di fine 2018 con l’approdo tra le big di Piazza Affari di Juventus e Amplifon, a fare presto ingresso nell’indice guida di Piazza Affari sarà Hera, la multiutiliy bolognese che vanta una capitalizzazione di ben 4,33 miliardi di euro che ai valori attuali presenta un dividend yield del 3,25%.

 

A lasciare il posto a Hera sarà Brembo, che invece capitalizza circa 3,6 miliardi di euro. costretta ad accomodarsi in panchina, ossia tra le 4 riserve che Ftse Russell indica per un futuro inserimento nel Ftse Mib.

 

Da ricordare che i criteri di inclusione nell’indice Ftse Mib non c’è solo quello della capitalizzazione di mercato (ponderata sulla base del flottante), ma anche livello minimo dei diritti di voto, liquidità e azioni in circolazione.

Questo spiega perchè all’intero dell’indice ci siano titoli che capitalizzano relativamente poco quali Juventus (1,2 mld) e Azimut (1,85 mld).

 

Brembo si accomoda in panchina insieme a Interpump, Mediaset e Mediolanum

Il Ftse Italia Index Series Technical Committee ha approvato questa settimana le modifiche per l’indice Ftse Mib che diverranno effettive dopo la chiusura delle negoziazioni di venerdì 15 marzo 2019, ossia da lunedì 18 marzo. Ftse Russell ha indicato anche la “lista delle riserve” che annovera nell’ordine: Interpump, Brembo, Mediaset e Banca Mediolanum.

 

I numeri di Hera, nuovo piano punta cedola sempre più ricca

Hera, attiva nell’energia elettrica, nel gas, nei rifiuti e nell’acqua, a inizio anno ha approvato il nuovo piano industriale al 2022. Sulle basi di un solido preconsuntivo 2018 che vede un margine operativo lordo (MOL) a fine anno di 1,02 miliardi di euro, in crescita del 3,6% rispetto al 2017, il nuovo piano prevede investimenti per 3,1 miliardi, MOL in crescita a 1.185 milioni di euro a fine piano e focus sulla remunerazione degli azionisti. Il dividendo, già salito a 9,5 centesimi per azione nel 2017, aumenterà infatti a 10 centesimi per azione nel 2018 e 2019, a 10,5 nel 2020 e 2021 e a 11 nel 2022 (+16% rispetto all’ultimo pagamento del dividendo); con un incremento di 0,5 centesimi ogni 2 anni.

 

In 16 anni il gruppo Hera ha quintuplicato le sue dimensioni con una corposa politica di ben 38 operazioni tra acquisizioni e fusioni a livello locale che hanno permesso all’utility di diffondersi in maniera capillare in Emilia-Romagna ed entrare anche in altre aree (Nord Est e Centro Italia).