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Ftse Mib arretra ancora, torna la paura spread (oltre 290 pb). Tonfo per UBI e Unipol   

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Finale d’ottava difficile per Piazza Affari che dà seguito al movimento ribassista della vigilia. Dopo il tonfo di oltre il 2,5 per cento di ieri, il Ftse Mib ha ceduto oggi lo 0,65% a quota 19.351 punti allontanandosi ulteriormente dai massimi annui toccati a metà ottava. A condizionare l’umore dei mercati anche oggi sono i timori sulla crescita con la Commissione Ue che ha tagliato decisamente le stime dell’intera Eurozona, in particolare quelle su Italia e Germania. Inoltre, dagli Stati Uniti è arrivata l’indiscrezione del rinvio dell’incontro tra Trump e Xi a dopo il termine del 1 marzo, data di elevazione dei dazi in assenza di un accordo.

 

Tensioni sullo spread Btp-Bund tornato sopra quota 290 punti base, sui massimi a quasi 2 mesi con rendimento del BTP che ha riagganciato la soglia del 3%i. A condizionare l’umore dell’obbligazionario sono i timori sulla crescita. “La tendenza indica un ulteriore rallentamento della crescita con i rischi orientati verso il basso. Tuttavia, è ancora troppo presto per parlare di una recessione nell’Eurozona“, afferma Chief Eurozone Economist di ING.

 

Bper e Unicredit salgono controcorrente

Protagonista assoluta di giornata è stata Bper, arrivata a guadagnare il 9% in scia all’annuncio dell’acquisizione di Unipol Banca per 220 mln. Bper ha rilevato anche il 49% che ancora non possedeva del Banco di Sardegna. All’interno dell’operazione strutturata con Unipol la banca emiliana ha ceduto due distinti portafogli di crediti in sofferenza per 1,3 miliardi di euro. Il ceo di Bper, Alessandro Vandelli, rimarca come l’obiettivo di quest’anno sia proprio accelerare nel processo di de-risking. “Intendiamo accelerare sull’attività di de-risking, per cui abbiamo importanti obiettivi nel 2019″, ha detto Vandelli nel corso di una conference call.

Acquisti anche su Unicredit, salita di oltre l’1%. I riscontri arrivati ieri hanno convinto gli analisti con Mediobanca Securities che ha confermato il giudizio outperform alzando il target price da 15 a 16 euro. Promozione da parte di Citigroup che ha portato il rating da neutral a buy, con prezzo obiettivo a 15 euro. La banca d’affari statunitense apprezza la ristrutturazione e la riduzione del profilo di rischio portata avanti dalla banca negli ultimi due anni e ritiene le attuali valutazioni “cheap” (convenienti).

 

Ottava da dimenticare per FCA

Sempre tra le banche spicca invece il tonfo di Ubi Banca (-4,32%) dopo la diffusione dei conti 2018 che hanno evidenziati ricavi sotto le attese e accantonamenti per perdite su crediti più alti del previsto.

Seduta da dimenticare anche per Unipol scivolata del 5,4% circa dopo i conti 2018. A deludere gli investitori sono state le parole dell’ad Carlo Cimbri che ha anticipato che non ci sarà una ristrutturazione dell’assetto societario, nessun tipo di operazione straordinaria che riguarda la holding o accorciamento della catena di controllo.

Seduta molto difficile tra gli industriali per FCA (-2,9%) scivolata sotto quota 13 euro e la cui capitalizzazione in Borsa è scesa sotto quella dell’ex controllata Ferrari.