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FT, effetto Bagnai e Borghi su spread e banche. Il primo ha scritto libro ‘Basta euro’ (VIDEO)

L’FT ricorda bene le identità della coppia, tanto da riprendere una frase proferita da Bagnai: “Lasciare l’euro sarà costoso, ma meno costoso della sua alternativa”.

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Vendite improvvise su Piazza Affari, BTP ed euro (che però si riprende nel pomeriggio): per l’FT la colpa è di Alberto Bagnai e di Claudio Borghi. Stamattina Bagnai (Lega) è stato eletto presidente della commissione Finanze del Senato, mentre Borghi – considerato il promotore della proposta dei mini-bot, che molti vedono come moneta parallela all’euro – è diventato presidente della Commissione Bilancio della Camera.

Borghi è deputato della Repubblica Italiana, eletto in Toscana per la Lega e consigliere Comunale di Como, mentre Bagnai è un economista, professore associato di politica economica all’Università Gabriele d’Annunzio, eletto al Senato per la Lega nel collegio Abruzzo 01.

I due, non è un mistero, sono tra gli esponenti politici italiani conosciuti soprattutto per le loro posizioni anti-euro. Basti pensare che, nel 2014, Alberto Bagnai ha scritto per conto della Lega di Matteo Salvini un manuale intitolato “Basta euro”.

L’FT ricorda bene le identità della coppia, tanto da riprendere una frase proferita da Bagnai:

“Lasciare l’euro sarà costoso, ma meno costoso della sua alternativa”.

Il quotidiano risconosce che “la coppia (riferendosi anche a Borghi) non è stata scelta per posizioni ministeriali che assicureranno loro di avere gran voce in capitolo all’interno del governo. Tuttavia, la loro promozione a posizioni parlamentari chiave potrebbe rinnovare i timori sui mercati riguardo all’approccio dell’Italia nei confronti dell’euro”.

Ancora, il Financial Times scrive:

“Dopo il forte sell off che ha colpito gli asset italiani in attesa della formazione di un nuovo governo populista a Roma, i mercati si sono calmati nelle ultime settimane, grazie al ministro dell’Economia Giovanni Tria, che ha inviato messaggi rassicuranti sull’impegno dell’Italia a rispettare la disciplina fiscale e le regole dell’Unione europea“.

E ora le nomine di Bagnai e di Borghi confondono i trader.

D’altronde, soltanto pochi mesi fa, prima delle elezioni politiche dello scorso 4 marzo, Bagnai parlava di un‘Italia che stava meglio senza l’euro. In un intervento a La7, aveva detto: ‘Uscire dall’euro ci conviene, vi mostro perchè la vecchia Italietta stava meglio‘.

Il Financial Times definisce i due “parlamentari, convinti euroscettici, della Lega di estrema destra”, e aggiunge che è la loro nomina a capo di commissioni parlamentari economiche chiave, a innescare “vendite sugli asset italiani”.

E i mercati hanno reagito oggi prontamente, con la febbre dello spread tornata a salire. Il differenziale è balzato di +10%, a 240 punti base, a fronte di rendimenti decennali che hanno segnato un corposo rialzo superiore a +6,5%, al 2,72%, dopo essere volati nei massimi intraday al 2,75%. I rendimenti dei Bund a 10 anni sono scesi del 10% circa, allo 0,33%.

Sul mercato valutario, l’euro ha accelerato al ribasso nei confronti del dollaro, cedendo quasi mezzo punto percentuale fino a $1,1521, prima di recuperare terreno dai minimi intraday e tornare anche sopra quota $1,16, sulla scia dell’assist arrivato, anche stavolta, dal ministro dell’economia Giovanni Tria. In occasione della riunione all’Eurogruppo, Tria ha infatti detto che “l’euro non è in discussione”, smorzando i timori su un allontanamento dell’Italia dal blocco dell’Eurozona. L’euro ha beneficiato anche dei dati macro poco confortanti arrivati dagli Stati Uniti, in particolare del crollo indice Philly Fed a giugno, che ha indebolito il dollaro.

Spread e Piazza Affari hanno continuato a segnalare, tuttavia, il nervosismo degli operatori dovuto al duo Bagnai-Borghi. Alle 16.16, il Ftse Mib perde -1,9% circa. Tra i titoli peggiori, oltre a FCA, che fa i conti con lo schiaffo della guerra commerciale a Daimler, si segnalano UniCredit -3%, Intesa SanPaolo -1,7%, Bper Banca -1,83%, banco BPM -1,7%, Ubi Banca, che cede più del 2%.

In un contesto di sell off sui BTP, i titoli bancari scontano l’annoso problema del doom loop.

(aggiornato alle 16.16 ora italiana)