Frodi aziendali: il conflitto d'interesse tiene lontano gli investitori dall'Italia

Inviato da Redazione il Mar, 08/11/2011 - 15:13
Chi tenta la frode aziendale non punta più agli spiccioli, ma al colpo grosso. È quanto emerge dall'annuale "Global Fraud Report 2011" elaborato da Kroll, società leader nel risk consulting, e da Economist Intelligent Unit su un campione di oltre 1.200 aziende rappresentative del panorama industriale e bancario del mondo. Kroll ha valutato che il costo delle frodi ha inciso sui fatturati delle aziende intervistate negli ultimi 12 mesi del 2,1 per cento.  Oltre il 18 per cento delle società ha perso più del 4 per cento del fatturato mentre 53 aziende oltre il 10 per cento.
 
Nel 15% dei casi il disonesto è un dirigente
 
Secondo la ricerca se nel 2010, a livello globale, un'azienda su quattro era stata colpita da piccoli furti di cassa interni, interventi sulle scorte e sul patrimonio, nel 2011 questo tipo di intervento è sceso visibilmente. Sostituito però da altri tipi di illeciti, commessi, in sei casi su dieci, da diretti dipendenti delle società coinvolte, specialmente ai piani alti.  Gli illeciti commessi dai dirigenti sono passati infatti nell'ultimo anno dal 10 al 15 per cento.
A spaventare sono le truffe legate a gare d'appalto o alla gestione dei fornitori in crescita fino al 20 per cento. In aumento anche le frodi finanziarie salite al 19 per cento, mentre i casi di corruzione e concussione sono passati dal 10 al 19 per cento.
 
Conflitto d'interesse, prima causa di frode in Italia

Salgono al 21% gli illeciti legati al conflitto di interesse, una piaga che affligge soprattutto l'Italia (sono il 33% delle frodi totali), dalla quale si tengono ben lontani gli investitori esteri scoraggiati dalla necessità di dover condurre accurate indagini interne per smascherare tali comportamenti scorretti che invadono in maniera capillare ogni livello delle società coinvolte.
Restando in Italia, il 20 per cento dei casi di frode nell'ultimo anno riguarda indagini di un valore di oltre 10 milioni di euro. I casi evidenziati da Kroll durante l'ultimo anno nel nostro Paese si dividono in:
-      33 % Conflitto di interesse
-      20 % Corruzione e Concussione
-      16 % Frode finanziaria
-      15 % Frodi perpretrate da fornitori, distributori e ufficio acquisti
-      6 %   Furto interno alla società (per es. scarti industriali)
-      10 % Altro

Lo spettro della corruzione nei Paesi emergenti

A spaventare gli investitori esteri in Paesi come Africa, Cina e India, invece, oltre la paura di finire vittima di frodi, è la corruzione, che blocca il 62 per cento degli intervistati i quali preferiscono non rischiare i propri capitali in zone che non percepiscono come sicure. Il 50 per cento degli intervistati infatti ha dichiarato di non sentirsi abbastanza protetto di fronte a raggiri e truffe ai loro danni. Solo il 27 per cento, invece, si è dichiarato pronto e informato sui regolamenti in vigore nei singoli Stati. Un'insicurezza dovuta al fatto che troppo spesso non vi è l'abitudine a prevenire frodi e illeciti interni ed esterni. L'intervento, nella maggior parte dei casi, avviene troppo tardi. 

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