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Frenata in corso per l’economia canadese (Fondionline.it)

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Nel 2006 il paese nordamericano è cresciuto del 2,7%. Il rallentamento dell’economia si deve in larga parte alla frenata del mercato domestico Usa. L’economia canadese ha chiuso l’ultimo trimestre del 2006 con un tasso di crescita del Pil dell’1,4%, il più basso dal 2003. Il raffreddamento del mercato domestico statunitense e la forza del dollaro canadese hanno condizionato negativamente le esportazioni domestiche. Secondo l’Istituto nazionale di statistica, il trend in corso si traduce in una crescita annua del 2,7% per il 2006, due decimi al di sotto di quella del 2005. Nonostante il condizionamento negativo che arriva dai dati Usa, la nona economia mondiale sta cercando di mantenere salda la rotta.
Il Canada sta vivendo una fase di aggiustamenti strutturali che, sommati alla scarsità della manodopera e all’invecchiamento della popolazione, sta mettendo sotto pressione il suo tessuto industriale. Altri dati sfavorevoli sono la perdita di competitività delle esportazioni -frenate da una valuta domestica in netta ascesa sul dollaro Usa- e il calo della produttività.
Dopo aver sperimentato un incremento del 5,2% nel 2004, le esportazioni canadesi sono cresciute solo dell’1,3% l’anno scorso. A dispetto di una congiuntura favorevole per i principali prodotti e servizi esportati, il trend delle vendite sui mercati esteri ha dovuto fare i conti con una rivalutazione -negli ultimi dodici mesi- del dollaro canadese del 16% nel cross con l’Usd. E’ una situazione simile a quella vissuta da molti stati europei, penalizzati dalla forza dell’euro. Tuttavia, una buona notizia è pervenuta dal dato sull’export dell’ultimo trimestre del 2006: +1,2%. (segue).