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Francia: S&P abbassa ancora rating, pesano deboli prospettive economiche

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Nuovo taglio di rating per la Francia. Dopo la perdita della tripla A che risale al gennaio 2012, oggi l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha deciso di abbassare di un ulteriore gradino il merito di credito del Paese transalpino. A incidere sul giudizio della prima agenzia di rating al mondo sono le deboli prospettive economiche con le politiche messe in atto dal presidente Francois Hollande che potrebbero fallire nel tentativo di stimolare la crescita e riequilibrare le finanze pubbliche.

Riforme non sufficienti a risollevare prospettive di crescita
Il giudizio di S&P è così sceso a un livello AA dal precedente AA+ con l’outlook che passa da negativo a stabile. Secondo l’agenzia di rating statunitense le riforme varate in campo fiscale e del mercato del lavoro non comporteranno un miglioramento delle stime di crescita. Preoccupa anche il rallentamento dell’economia che mette un allarme sull’andamento dei conti pubblici. “Inoltre – si legge nella nota di S&P – vediamo una limitata flessibilità fiscale della Francia e l’incapacità del governo di ridurre significativamente la spesa pubblica totale“.
S&P vede quest’anno una crescita sostanzialmente piatta del Pil francese, mentre nel biennio 2014-2015 dovrebbe essere di poco superiore all’1%. Di contro le previsioni d’autunno diffuse questa settimana dalla Commissione Europea vedono il Pil francese tornare a crescere quest’anno (+0,2% rispetto al -0,1% stimato a primavera), per poi accelerare a +0,9% nel 2014 e +1,7% nel 2015. Stime sostanzialmente in linea con quelle dell’esecutivo transalpino. A livello di conti pubblici Bruxelles vede il debito salire al 96% del Pil nel 2015 dal 90,2% di fine 2012.
Parigi non ci sta. Moscovici: attuate importanti riforme, nostro debito tra i più liquidi al mondo
Il ministro delle Finanze francese, Pierre Moscovici, ha reagito dicendo che la struttura del debito francese risulta tra le più sicure e liquide nel mondo. “Durante gli ultimi 18 mesi il governo ha attuate importanti riforme volte a migliorare la situazione economica francese, – rimarca l’esponente dell’esecutivo francese –  risanando le finanze pubbliche e la competitività del Paese”.
 
L’ outlook stabile, rimarca S&P, indica l’opinione che i rischi per la solvibilità della Francia sono in equilibrio e che c’è meno di uno su tre probabilità che nei prossimi due anni sarà alzato o abbassato il rating. L’agenzia di rating statunitense rimarca che potrebbe abbassare i rating se, contrariamente alle aspettative attuali, il disavanzo pubblico della Francia si amplierà in modo significativo “e se dovessimo concludere che l’impegno del governo per contenere il debito pubblico si sta indebolendo portando il debito pubblico oltre il 100% del Pil”. Di contro il rating potrebbe risalire se l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche scenderà sotto l’80% del Pil o emergeranno evidenze di miglioramento della competitività economica e la crescita risulterà sostanzialmente superiore al previsto.