La Francia dovrà rispettare la strada dell'austerity?

Inviato da Alessandro Piu il Mar, 15/05/2012 - 14:38
Di seguito pubblichiamo un estratto dell'analisi di Eric Chaney tratto dall'Investment Spotlight di Axa IM sul nuovo panorama politico europeo, con particolare riferimento al risultato elettorale francese.

Una volta che si saranno posate le polveri della competizione elettorale francese (il 10 e il 17 giugno sono in calendario le elezioni generali per il nuovo Parlamento), ci attendiamo che i mercati si concentrino su due temi: il nuovo equilibrio politico europeo e le sue conseguenze sul "fiscal compact" e i dettagli della politica fiscale francese che verrà perseguita da Hollande. Nel primo caso in gioco sarà il futuro immediato della moneta unica, nel secondo la sostenibilità delle finanze pubbliche francesi nonché la sopravvivenza dell'euro nel lungo termine.

Crediamo che i leader europei, a cominciare dalla cancelliera Merkel, siano pronti a porre più enfasi sulla crescita ma non a mettere in discussione il fiscal compact. Ci si muoverà in pratica sulle linee della rinegoziazione del Patto di stabilità che seguì l'inattesa vittoria dei socialisti in Francia nel 1997. Una modifica "mascherata" che salvi la faccia degli accordi appena raggiunti. Non crediamo che la nuova leadership politica francese voglia rischiare che l'euro scivoli in una crisi esistenziale, almeno non nel breve termine.

Con riferimento al secondo tema, è molto più difficile allo stato attuale riuscire a immaginare quali saranno le linee di politica fiscale che verranno seguite dal nuovo esecutivo. Hollande in campagna elettorale ha fatto promesse, ma molto vaghe. Come quella di ridurre il deficit al 3% entro il 2013 e di azzerarlo entro il 2017, in uno scenario previsionale comunque decisamente roseo. Gli investitori analizzeranno non solo il budget relativo al 2013 ma anche il piano fiscale triennale associato che ogni Paese europeo deve sottoporre alla Commissione e agli altri membri dell'area euro.

Ci aspettiamo che il vero test da questo punto di vista sia a settembre, quando la bozza di budget verrà resa pubblica. Qualche informazione potrebbe già arrivare nel corso dell'estate, comunque. Nel caso i mercati giudichino che il bilancio francese segnali una potenziale divergenza nel medio termine rispetto al sentiero fiscale di riferimento, quello tedesco, il debito della Francia verrà messo sotto pressione e lo stesso varrà per altri debiti sovrani in particolare dei Paesi periferici. In un siffatto scenario di medio termine la sostenibilità della moneta unica verrebbe messa a rischio e, a differenza di quanto accaduto nel 1997, non ci sarà la Banca di Francia ad affrontare la speculazione muovendo i tassi di interesse nel breve termine.

La differenza principale tra il 1997 e l'oggi è la forte influenza che i mercati finanziari hanno sulle politiche fiscali dell'area euro, Francia inclusa. Le autorità francesi dovranno scegliere tra la strada della rettitudine fiscale e il rischio di dare un colpo mortale alla stabilità monetaria dell'Unione.
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