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Francia: al via l’iter di discussione del piano di austerità. Più tasse per ricchi e imprese

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La luna di miele tra il presidente Francois Hollande e l’opinione pubblica potrebbe durare fino all’autunno, quando verranno approvate le nuove misure di austerità. L’Eliseo ha infatti elaborato un nuovo piano di rigore, che dovrebbe raccogliere sui 40 miliardi di euro entro l’anno prossimo (tra i 6 e i 10 miliardi quest’anno e 33 miliardi l’anno prossimo, secondo quanto scritto in un rapporto pubblicato lunedì dalla Corte dei conti), al fine di raggiungere il target di deficit fissato per quest’anno al 4,5% e per il 2013 al 3%. Il piano, discusso ieri all’Assemblea nazionale e oggi pomeriggio al Senato, dovrà passare l’esame del Parlamento a luglio per poi entrare in azione dopo l’estate. Ecco le prime indicazioni finora emerse.

Obiettivi: ridurre il debito
L’obiettivo primario della riforma fiscale presentata in questi giorni dagli esponenti del governo Hollande è la riduzione del debito pubblico, che attualmente si attesta a 1.800 miliardi di euro, vale a dire il 90% della ricchezza prodotta annualmente in Francia, al fine di centrare i target di deficit e mantenere la spesa pubblica stabile per i prossimi tre anni. “Una Francia indebitata – ha affermato ieri il primo ministro francese, Jean-Marc Ayrault – è una Francia dipendente. Dipendente dalle agenzie di rating e dai mercati finanziari”.

…e stimolare la crescita
Il rigore sui conti dovrà però andare a braccetto con la crescita, la grande promessa del presidente Hollande, eletto lo scorso 6 maggio. Oltre ai progetti di stimolo definiti la scorsa settimana all’Eurogruppo, la Francia dovrà formulare interventi interni. Il piano punta alla riconquista dell’attività industriale, il cui peso sul Pil è sceso dal 26 al 13% negli ultimi dieci anni. “A questo riguardo, il governo lavora – ha fatto sapere Ayrault – e presenterà questo mese un piano per il settore automobilistico in grandi difficoltà”. 

Il governo riduce le stime di crescita 2012 e 2013
E proprio la crescita rimane un punto dolente anche per la Francia. Ieri il governo francese ha rivisto al ribasso le sue stime sull’economia nazionale: il Prodotto interno lordo nel 2012 dovrebbe espandersi dello 0,3% contro il +0,7% previsto dal governo precedente, mentre l’anno prossimo la crescita è attesa in rialzo dell’1,2% e non più dell’1,7%. Nei primi tre mesi dell’anno l’economia francese ha conosciuto una crescita nulla.

Punti principali del piano: più tasse per imprese e ricchi
Ma cosa prevede questa riforma fiscale e da dove arriveranno le risorse necessarie per ripianare i conti? I punti principali della riforma fiscale sono rappresentati dall’aumento delle tasse soprattutto alla parte più benestante della popolazione e alle imprese. “Questo piano di bilancio – ha dichiarato ieri Monsieur Ayrault – coinvolgerà le grandi aziende, soprattutto le grandi banche e le società petrolifere. Mentre, le classi lavoratrici e i ceti medi saranno risparmiati”. La maggior parte dell’aggiustamento fiscale arriverà da un aumento delle tasse (si parla di circa 8 miliardi di euro nel 2012), di cui il 60% sarà a carico delle imprese e il restante 40% peserà sulle famiglie.

In particolare, le novità per la fascia più benestante della popolazione riguarderà:
– Introduzione dell’imposta di solidarietà sul patrimonio
– Aumento della tassa sull’eredità e donazioni
“Per i più ricchi – ha detto ieri il primo ministro francese durante il suo discorso – sarà creata una nuova tranche di imposizione al 45% e per i redditi annuali superiori a 1 milione di euro verrà instaurata una imposizione al 75%”.

Per quanto riguarda invece le aziende, le novità riguardano:
– scomparsa dell’esonero degli oneri sociali sul lavoro straordinario per aziende con più di 20 dipendenti
– Imposta del 3% sui dividendi, al fine di incoraggiare le società a reinvestire gli utili anzichè distribuirli agli azionisti. 

Last but not least, la tassa sulle transazioni finanziarie. La cosiddetta Tobin Tax verrà introdotta ad agosto con un aumento dallo 0,1 allo 0,2%. Non solo. Si parla anche di una tassa aggiuntiva del 15% che verrà applicata ai guadagni del settore bancario.