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Forum Doha, si gettano le basi per l’Opec del gas

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L’ipotesi della nascita dell’Opec del gas si fa più consistente. È certo ancora prematuro parlare di accordi o di firme ma a Doha, capitale del Qatar, in occasione dell’edizione numero sei del Forum dei Paesi esportatori di gas (Gecf), è stato fatto “un primo passo per la creazione di un cartello di produttori”. La mossa concreta è stata, dunque, quella di nominare un comitato tecnico con presidenza russa che avrà il compito di studiare il mercato del gas, il problema delle forniture e della distribuzione con un’attenzione particolare alle politiche e il meccanismo della formazione dei prezzi. Lo ha comunicato il ministro per l’energia del paese ospitante, Abdallah Al-Attiyah.



Per i quattordici Stati partecipanti al Forum (Algeri, Bolivia, Brunei, Egitto, Indonesia, Iran, Libia, Malaysia, Nigeria, Qatar, Russia, Trinidad e Tobago, Emirati arabi uniti, Venezuela), rappresentati dai loro ministri dell’energia, tornare a parlare dell’Opec del gas è stato uno dei più importanti momenti dell’annuale meeting del Gas exporting countries Forum, organizzazione nata circa sei anni fa nella capitale dell’Iran, Teheran.
La prima proposta per un cartello degli esportatori era giunta proprio nella prima edizione del 2001: i principali dirigenti iraniani avevano lanciato a Mosca la proposta di una “cartellizzazione”, seccamente respinta allora, però, dal governo russo e dallo stesso monopolio Gazprom.

Dopo anni di silenzio, o almeno di disinteresse verso la proposta, nel 2005, a margine dell’incontro in programma a Port Spain (capitale di Trinidad e Tobago), è stato annunciato che nella riunione successiva – quello odierna a Doha – i punti all’ordine del giorno per il Gecf 2007 sarebbero stati tre: conferenza dei ministri del settore; incontri di esperti, nonché creazione di una “commissione esecutiva”:


Nonostante il primo passo sia stato fatto, gli osservatori prevedono “tempi lunghi” prima di raggiungere un accordo definitivo. E tra i principali dubbi c’è quello che ruota attorno alla natura stessa dell’export del gas rispetto a quello del greggio. Il problema sta nel fatto che il primo non possiede né un mercato globale, né una varietà di mezzi di trasporto adeguata e paragonabile al secondo. Per di più, i contratti di forniture di gas sono bilaterali e hanno lunga scadenza. Per questa ragione, sarebbe difficoltoso gestire una politica variabile dei prezzi come accade per il mercato del greggio.