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Forti richieste dall’estero per il nuovo Btp 15 anni, a ruba soprattutto in Europa

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Forti richieste dagli investitori esteri, in particolare quelli del Vecchio continente, per il nuovo Btp a 15 anni. Il Tesoro è tornato a offrire il titolo a 15 anni a oltre 2 anni di distanza (settembre 2010) dall’ultima emissione con analoga durata. Le forti richieste confermano il ritorno di fiducia sulle prospettive dell’Italia dopo i forti timori a cavallo di 2011 e inizio 2012 circa la sostenibilità dei conti pubblici italiani.

Alle banche oltre il 26% dell’ammontare, grossa fetta a investitori di lungo periodo
I dettagli dell’emissione con scadenza 1 settembre 2028 e cedola annua del 4,75% evidenziano l’assegnazione di titoli per 6 miliardi di euro con richieste che hanno superato gli 11 miliardi di euro e circa 250 investitori che hanno partecipato all’operazione. Il 35% del Btp 2028 è stato assegnato ad asset manager e fondi d’investimento, mentre le banche si sono aggiudicate oltre il 26% dell’ammontare complessivo. Quasi il 30% è stato collocato presso investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo (fondi pensione e assicurazioni circa il 19%, banche centrali/istituzioni governative il 10%), mentre la quota sottoscritta da hedge fund è stata pari all’8%.

In Italia quasi il 40%, forte interesse oltremanica
Il collocamento del titolo ha visto un’elevata partecipazione di investitori italiani, che si sono aggiudicati poco meno del 40% dell’emissione. La quota sottoscritta da investitori residenti in Gran Bretagna è stata del 29%. Il resto dell’emissione è stata collocata in larga parte in Europa, in particolare in Germania (quasi il 9%), in Francia (8%), nei paesi scandinavi ed in Benelux (5%). Significativa la partecipazione di investitori statunitensi che si sono aggiudicati oltre il 6% dell’emissione a fronte di una richiesta pari quasi all’11% della domanda totale. Da notare come circa l’1% dell’emissione sia stata assegnata ad investitori residenti nel Medio Oriente.

Il collocamento è stato effettuato tramite la costituzione di un sindacato composto da Banca IMI SpA, Barclays Bank PLC, Crédit Agricole Corp. Inv. Bank, Goldman Sachs Int. Bank, Jp Morgan Securities PLC che hanno partecipato in veste di lead managers, mentre tutti gli altri Specialisti in titoli di Stato sono stati co-lead managers dell’operazione.