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Forti perdite sul comparto bancario di Eurolandia dopo le parole di Dijsselbloem. Male Milano

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In lieve calo gli indici statunitensi sulla scia dei timori sull’Europa. Il Dow Jones Industrial Average evidenzia una flessione dello 0,35%, lo S&P500 dello 0,30% e il Nasdaq Composite dello 0,40%. Piazze azionarie europee in rosso nonostante il buon avvio dopo l’accordo in extremis tra Eurogruppo e governo di Cipro per sbloccare gli aiuti internazionali (prestito da 10 mld di euro).

L’intesa prevede la chiusura controllata della Laiki Bank con il trasferimento dei depositi inferiori ai 100 mila euro in Bank of Cyprus. I depositi superiori ai 100 mila euro in entrambe le banche saranno bloccati e utilizzati per liquidare i debiti di Laiki e ricapitalizzare Bank of Ciprus.

Le perdite per i clienti di Bank of Cyprus sulle somme superiori ai 100k dovrebbero attestarsi sul 30%. E’ stata una soluzione molto radicale, per certi aspetti inattesa, che soddisfa soprattutto la Germania e che colpisce i russi.

Nelle ultime ore di negoziazione a deprimere l’Europa sono state le dichiarazioni del presidente dell’Eurogruppo, il ministro delle finanze olandese Dijsselbloem, che ha affermato che il modello sul bailout del sistema bancario di Cipro potrà essere riutilizzato per i prossimi salvataggi del comparto.

Chiaramente tali parole hanno portato un forte aumento dei timori degli operatori sulle possibili conseguenze di un tale piano di salvataggio rispetto ai sistemi economici degli altri paesi in difficoltà. A peggiorare la situazione è stata poi la voce di un prossimo taglio del rating dell’Italia da parte dell’agenzia Moody’s.

Italia: FTSE Mib perde due punti e mezzo
Nonostante il calo delle tensioni per l’accordo Eurogruppo-Governo di Nicosia l’indice italiano evidenzia una seduta particolarmente negativa (-2,50% a 15644 punti) sulla scia dei forti timori degli investitori sulle difficoltà del leader del PD, Pierluigi Bersani, di trovare i numeri in Senato per formare il nuovo governo.

Nelle ultime ore è circolata la voce che l’agenzia Moody’s potrebbe tagliare il rating sul debito italiano (al momento appena due notch al di sopra del livello “spazzatura”) comportando un forte calo del comparto bancario. Riteniamo che l’eventuale scelta di Moody’s sarebbe molto discutibile.

L’agenzia dovrebbe almeno lasciare il tempo a Bersani di finire le consultazioni in Parlamento prima di far partire la scure sull’Italia. Dal punto di vista tecnico i prezzi si sono avvicinati a testare i bottom del 18 marzo a 15582, il cui eventuale cedimento aprirebbe le porte per una discesa fino sullo strategico supporto di breve periodo a 15300.

Sotto tale riferimento via libera, infatti, a un affondo di più ampio respiro verso i sostegni posizionati a 14815, minimi di metà novembre. Segnali di ripresa giungeranno, invece, con il superamento della resistenza a 16300, preludio a un possibile attacco ai target a 16900 e 17200.

Valute: eur/usd fondamentale la tenuta del supporto a 1,2844
Seduta molto negativa per il cambio tra la moneta unica e il biglietto verde. Il cross si è avvicinato al supporto strategico di medio/lungo periodo a 1,2844, bottom annuali, il cui cedimento creerebbe i presupposti per una flessione verso 1,2660, bottom di metà novembre e ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci dell’ascesa dai minimi della scorsa estate.

Macro: pochi dati di particolare rilevanza
La giornata non ha evidenziato dati macroeconomici di particolare rilevanza.

Titoli di Stato: collocati 2,8 di CTZ a due anni
Sul fronte governativo, l’Agenzia del Tesoro italiano ha collocato 2,83 mld di euro in CTZ a 2 anni, inferiore al target massimo offerto (3 mld di euro). Il bid to cover ratio è sceso da 1,65 a 1,43 e i rendimenti sono risultati in crescita (all’1,746% dall’1,682% dell’asta precedente).

I risultati dell’asta erano prevedibili sulla scia dell’aumento delle tensioni dopo le elezioni politiche, più interessanti saranno le aste di domani e dopodomani. Intanto lo spread btp/bund, che era partito in forte calo in avvio di seduta, ha mostrato nelle ultime ore di contrattazione una forte accelerazione rialzista sulla scia delle indiscrezioni su un possibile taglio del rating italiano. Il differenziale di rendimento tra il decennale italiano e il bund tedesco è salito a 318 pb.

Commodities: forti movimenti sull’oro
Seduta abbastanza movimentata per l’oro che in chiusura si attesta appena al di sopra dei 1600 dollari l’oncia.

FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist IG