La formula di Obama per la ripresa: aumentare i salari minimi e creare nuova occupazione

Inviato da Floriana Liuni il Mer, 13/02/2013 - 08:46

Riaccendere l'economia. E' la parola d'ordine di Barack Obama nel suo "State of the Union speech". Nonostante, infatti, lo stato dell'Unione sia "più forte di prima, secondo il Presidente Usa ci vuole una ricetta perché tale forza non venga meno. Il punto centrale di questo programma è tornare a puntare sulla classe media e innalzare il salario minimo a 9 dollari l'ora entro il 2015, dagli attuali 7,25 del 2009, effetto di un aumento voluto dal predecessore alla Casa Bianca George W. Bush. Questo si accompagna inevitabilmente con la riduzione del tasso di disoccupazione, che impedisce ai lavoratori di ottenere salari più alti. I redditi annui delle famiglie americane, secondo quanto indicato da Bloomberg, sono scesi dai 55 milia dollari del 2009 ai 51 mila del 2012, a fronte di un aumento della disoccupazione al 7,9% in dicembre dal 7,8% in novembre e di una inaspettata contrazione del Pil dello 0,1% negli ultimi tre mesi del 2012.

Tra gli altri progetti, che secondo gli osservatori non mancheranno di provocare i Repubblicani del Congresso, spingere le energie rinnovabili e sostenere l'industria manifatturiera, l'avvio di rafforzati accordi commerciali bilaterali con l'Unione Europea e la spesa di 50 miliardi di dollari la ristrutturazione "urgente" di alcune infrastrutture. Infine, l'appello alle aziende statunitensi di tornare a creare posti di lavoro all'interno degli Stati Uniti.

Il dibattito sull'agenda certo si concentrerà sui possibili costi della sua realizzazione, anche se il presidente Obama ha assicurato che le sue proposte non peseranno in alcun modo sul deficit, che il Paese già lotta per ridimensionare. E' infatti imminente la scadenza del 1 marzo per l'attivazione dei tagli automatici del fiscal cliff, prima dei quali è necessario un accordo sul tetto del debito statunitense.

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