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Forex: lo yen torna a fare la voce grossa dopo deboli indicazioni arrivate da Bernanke

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Il campanello d’allarme lanciato ieri sera da Ben Bernanke si fa sentire sui mercati valutari con l’aumento dell’avversione al rischio che spinge gli investitori verso lo yen. La moneta nipponica guadagna terreno rispetto alle altre principali valute con cross dollaro/yen a 86,5 dopo aver toccato un minimo a 86,32. In calo anche l’euro/yen che era sceso fino a 110,04 yen. Nell’ultima ora di contrattazioni l’euro sta risalendo con quotazioni a ridosso di quota 1,28 dollari.

Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha posto l’accento sulla debolezza e le incertezze che caratterizzano l’attuale fase di ripresa economica. Durante la sua audizione alla Commissione bancaria del Senato, Bernanke ha sottolineato il perdurante nodo rappresentato dal mercato del lavoro: “i ritmi attuali sono insufficienti a ridurre in modo sensibile la disoccupazione e ci vorrà un lungo periodo di tempo per recuperare i quasi 8,5 milioni di posti persi negli ultimi due anni”.

Oggi dagli Usa in arrivo un’altra infornata di trimestrali (Amazon, American Express, AT&T, Caterpillar, Microsoft, Philip Morris International, SanDisk e Xerox). Sul fronte macro l’attesa è soprattutto per l’ennesimo dato che andrà a testare lo stato di salute dell’immobiliare statunitense. Le vendite di case esistenti (ore 14.30) sono attese in ulteriore flessione a giugno (-9,9% a 5,1 mln di unità dopo il 2,2% del mese precedente). Pesa la fine degli incentivi governativi all’acquisto di case, scaduti a fine aprile. In agenda alla stessa ora il consueto dato sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (consensus 460mila)
Infine alle 16.00 sarà l’ora del leading indicator di giugno (consensus -0,30% m/m, precedente +0,40%). Si tratta di un indicatore che scaturisce dal valore aggregato e ponderato di dieci diversi indicatori economici già pubblicati in precedenza, è utile per comprendere lo scenario economico futuro e anticipare le svolte del ciclo.