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Forex: yen tocca massimi da novembre poi prende lo scivolo dopo mosse BoJ

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Nervosismo sui mercati valutari in avvio di settimana con riflettori rivolti sul Giappone e ripercussioni sull’economia nipponica del terremoto di venerdì scorso. Oggi l’indice Nikkei che ha chiuso gli scambi in calo del 6,18% a 9.620,49 punti, maggior calo dal dicembre 2008. La Bank of Japan ha fatto sapere che inietterà la cifra record di 7 mila miliardi di yen, pari a 85,5 miliardi di dollari, per assicurare stabilità ai mercati finanziari. Inoltre la banca centrale giapponese ha deciso di aumentare il programma di acquisto di asset di 5 mila miliardi di yen, ossia 61 miliardi di dollari, portandolo a 40 mila miliardi di yen.

Lo yen, dopo l’apprezzamento di venerdì scorso a seguito del terremoto, oggi sta perdendo terreno rispetto alle altre principali valute. Il cross dollaro/yen viaggia a 81,96 dopo aver toccato un massimo a 82,41 yen. Nella notte il cross aveva toccato dei minimi a 80,68 yen, minimi da oltre 4 mesi.

In particolare il mercato si attende un’azione decisa della BoJ che vada nella direzione di sostenere l’economia nipponica spingendo verso una svalutazione dello yen. “La BOJ in questi anni si è mostrata restia a implementare misure per indebolire deliberatamente lo yen soprattutto per il timore di provocare un sentiment negativo degli Usa verso le imprese giapponesi”, rimarca Jim O’Neill, presidente di Goldman Sachs Asset Management, che ritiene invece che c’è ora un chiaro caso di essere coraggiosi per garantire un pronto recupero da questa tragedia.

Guardando agli avvenimenti in grado di muovere il mercato nel corso della settimana, spicca sicuramente il meeting della Fed in agenda domani (annuncio alle 19.15 ora italiana, un’ora d’anticipo rispetto al solito per il passaggio all’ora legale degli Usa). Atteso ancora una volta un nulla di fatto sui tassi che dovrebbero rimanere fermi nel range 0-0,25%. Il mercato guarderà soprattutto al linguaggio della Fed se eventualmente cambierà alla luce dei dati macro arrivati nelle ultime settimane. Venerdì è arrivato il dato sulle vendite al dettaglio di febbraio che hanno evidenziato il maggior rialzo degli ultimi 4 mesi (+1% m/m) con inoltre una revisione a rialzo del dato relativo a gennaio a +0.7%. Dato che, rimarca la nota odierna di Fxcm, potrebbe far pensare agli officials della Fed di rimuovere le parole “estende period” per i tassi fermi e di iniziare a pensare di rimuovere gli stimoli da QE in giugno.