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Forex: lo yen si riporta nei pressi dei massimi a 8 anni rispetto all’euro

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Le deboli indicazioni arrivate dagli Stati Uniti, con la revisione al ribasso del pil, sostengono le quotazioni dello yen. la moneta nipponica, percepita dagli investitori come valuta rifugio nelle fasi di debolezza dei mercati finanziari, ha accelerato nella seconda parte della giornata. Il cross euro/yen viaggia sui massimi intraday a 109,7 yen, non lontano dai minimi a 8 anni aggiornati lo scorso 8 giugno. Negli ultimi 12 mesi lo yen ha guadagnato il 22% circa rispetto alla moneta unica europea. Yen che si rafforza anche nei confronti del dollaro con cross dollaro/yen a 89,31 yen.

Contrastanti le indicazioni arrivate dagli Stati Uniti con l’ultima lettura del pil statunitense relativa al primo quarter 2010 inferiore a quelle precedenti. Nei primi tre mesi del 2010 l’economia a stelle e strisce è cresciuta del 2,7% annualizzato rispetto al +3% atteso dal mercato. Positive invece le indicazioni arrivate dall’indice fiducia consumatori università Michigan, salito a giugno a 76 punti (lettura finale). Il consensus era 75,5 punti dai 73,5 di maggio.

La revisione al ribasso del pil acuisce i timori di una ripresa meno forte del previsto complici le tensioni sui mercati finanziari come rimarcato a metà ottava dalla Federal Reserve che ha accompagnato la decisone di mantenere i tassi invariati ai minimi storici con un outlook economico visto in lieve deterioramento a causa delle peggiori condizioni finanziarie, complice soprattutto la crisi del debito europea.

Per il secondo trimestre dell’anno il mercato si attende un lieve aumento della crescita con un +3,35 annualizzato, mentre per l’intero 2010 il consensus è fermo a +3,2%. La prima lettura del pil relativo al secondo trimestre è in agenda il prossimo 30 luglio.

Un test importante settimana prossima sarà rappresentato dai dati di giugno sul mercato del lavoro in arrivo tra 7 giorni. A inizio ottava invece arriverà il rapporto mensile su redditi e consumi personali negli Stati Uniti. La spesa per consumi personali a maggio è attesa in crescita dello 0,1 per cento dopo la variazione nulla del mese precedente (in precedenza si era assistito a sei rialzi consecutivi). La spesa personale che è un buon indicatore dello stato di salute dell’economia poiché i consumi rappresentato una larga fetta del prodotto interno lordo statunitense.