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Forex: vendite sullo yen, il mercato si attende nuovi interventi della BoJ

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Lo yen scivola ai minimi da 3 settimane contro il dollaro. La divisa giapponese che quota 81,450 contro il biglietto verde e 115,54 nel cross con la moneta unica (+0,8% e +1%) risulta penalizzata dalle dichiarazioni del n.1 della Bank of Japan, Masaaki Shirakawa, che ha definito la situazione economica “molto grave”. Gli operatori stanno quindi vendendo yen in vista di un ulteriore allentamento della politica monetaria da parte della BoJ.

La sostanziale tenuta dell’euro, che scambia a 1,4186 dollari, evidenzia come gli operatori, a dispetto delle notizie in arrivo dalla periferia di Eurolandia (il vice ministro degli Esteri greco si è detto disponibile a discutere la proposta di una ristrutturazione “morbida” del debito), siano maggiormente concentrati sulle future mosse di politica monetaria. Questo anche alla luce del dato relativo l’inflazione in Eurolandia, che ad aprile con un +2,8% annuo ha fatto segnare il valore maggiore degli ultimi 30 mesi.

Le indicazioni macro di oggi hanno evidenziato un calo dell’indice tedesco Zew (aspettative economiche) a 3,1 punti, dai 7,6 di aprile, mentre per quanto riguarda gli Stati Uniti aggiornamenti peggiori delle attese sono arrivati dal settore edile (nuovi cantieri a 523 mila e permessi 551 mila) e dalla produzione industriale (invariata ad aprile).

Sopra le attese invece l’inflazione d’Oltremanica. Dopo il +4% annuo a marzo, il mese scorso il Cpi della Gran Bretagna ha registrato un rialzo del 4,5% (consenso +4,1%). Il dato nel corso della prima parte ha spinto al rialzo il cable (gbp/usd) fino a 1,6302 ma la risalita della sterlina si è scontrata con la lettera che il Governatore della BoE (Bank of England) ha spedito al Cancelliere dello Scacchiere George Osborne per spiegare perché la crescita dei prezzi è più che doppia rispetto al +2% del target.

“Secondo il Comitato di Politica monetaria -si legge nella lettera- un contenimento della dinamica inflazionistica troppo rapido potrebbe provocare volatilità ed incrementare le possibilità di spingere eccessivamente al ribasso l’inflazione nel medio termine”. Nell’allontanare l’ipotesi di nuove strette monetarie, l’orientamento della BoE ha appesantito il cable che ora quota 1,6212 dollari Usa.