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Forex: l’unione bancaria non basta, eurodollaro ancora sotto 1,245$

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L’euro si conferma sotto quota 1,245 dollari. Nonostante l’apertura della Commissione europea ad un’unione bancaria, l’opposizione della Banca centrale al piano di ricapitalizzazione di Bankia penalizza le quotazioni della moneta unica. Secondo quanto riportato dal Financial Times, la Bce avrebbe rigettato l’ipotesi di ricapitalizzare la quarta banca spagnola tramite vendita di titoli di Stato e stando alle ipotesi circolate nella mattina il rifiuto dell’Eurotower avrebbe portato alle dimissioni del governatore della Banca di Spagna Miguel Fernàndez Ordonez. Il clima di incertezza ha spinto il rendimento dei decennali targati Madrid in quota 6,7% e facendo registrare allo spread con il titolo tedesco, il Bund, un nuovo record storico a 539 punti base.

L’avversione al rischio (e le cospicue aste degli ultimi giorni) hanno penalizzato l’asta di titoli a medio-lungo termine indetta dal Ministero dell´Economia italiano. Nel collocamento di questa mattina il rendimento del decennale italiano è tornato, per la prima volta da inizio anno, sopra la fatidica soglia del 6% (6,03% dal 5,84% dell´asta dello scorso 27 aprile). Rendimento in crescita anche nel caso del titolo a 5 anni, salito di 80 punti base al 5,66%.

Indicazioni negative anche dall’indice europeo che misura la fiducia economica, sceso a maggio di 2,3 punti a 90,6 punti, il dato minore dall’ottobre 2009. Gli analisti avevano previsto un contrazione meno marcata a 92 punti.

Il cross eurodollaro poco fa ha toccato un massimo di seduta a 1,2486 dollari in scia dell’apertura da parte della Commissione europea ad un’unione bancaria. La raccomandazione è contenuta in un rapporto su “stabilità, crescita e lavoro” che la Commissione ha presentato oggi. Il presidente Josè Manuel Barroso, nel corso di una conferenza stampa ha dichiarato che “in questo momento molti Stati membri discutono di uno schema di garanzia comune dei depositi”. Barroso ha chiarito che un utilizzo diretto del fondo salva-banche Esm dovrebbe essere appoggiato. L’apertura sarebbe motivata dalla volontà di tutelare le finanze pubbliche dei singoli Paesi dai salvataggi bancari dei rispettivi istituti nazionali.

“È finita -si legge nella nota diffusa oggi dagli analisti di FXCM- la fase laterale dell’eurodollaro durata quasi una settimana. Ieri abbiamo, infatti, assistito alla rottura del livello di supporto che si trovava a 1,25 con la creazione di una volatilità tale da spingere i prezzi in direzione di 1,2450. Nella notte il livello di passato supporto, è stato confermato come resistenza e sarà il livello più utile da guardare in giornata. Stando all’analisi fatta i giorni passati per avere un obiettivo del movimento dell’euro dovremmo proiettare l’ampiezza della figura a rettangolo mantenuta per giorni, ottenendo così 1,2380”.

Tra le commodity currencies, segno meno per il dollaro australiano, che quota 1,2743 contro euro, lo 0,4% in più rispetto al dato precedente, e 0,9752 dollari statunitensi (-0,7%). Ad aprile le vendite al dettaglio australiane hanno evidenziato il primo calo degli ultimi 10 mesi mettendo a segno un -0,2% (consenso +0,2%).