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Forex: una guerra valutaria non dichiarata? Valute latinoamericane principali beneficiarie (analisti)

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“Viviamo in tempi insoliti. La ferma volontà del Giappone di portare avanti una politica monetaria fortemente espansiva ha contribuito a indebolire lo yen di oltre il 20% rispetto al dollaro americano dal novembre 2012. A prima vista, ciò appare poco coerente con l’impegno preso da tutte le banche centrali al G20 del Messico di evitare svalutazioni competitive”. Commenta così Sara Yates, Global Currency Strategist di JP Morgan Private Bank la recente situazione globale in campo valutario.

“Eppure – prosegue Yates – il ‘poliziotto globale’ (il Fondo Monetario Internazionale) si è complimentato con il Giappone, anziché riprenderlo, per le sue mosse. Anche gli Stati Uniti sostengono chiaramente il Giappone. Perché? A nostro avviso, le mosse del Giappone hanno come obiettivo quello di affrontare problemi interni quali la deflazione e la debolezza della valuta ne è soltanto una conseguenza”.

Tuttavia, fa notare l’analista “se lo yen si deprezza, altre valute tenderanno a salire. Dall’andamento iniziale delle quotazioni si potrebbe dedurre che saranno le valute latinoamericane le principali beneficiarie. Ma, com’è successo tante altre volte in passato, le banche centrali possono non gradire quando sorge il sospetto che le loro politiche abbiano causato apprezzamenti valutari oltre i livelli coerenti con i fondamentali. In secondo luogo, crediamo che le banche centrali stiano imparando dall’iniziativa giapponese, in presenza di giustificazioni interne per le loro azioni, è quindi improbabile che permettano lo svilupparsi di corse competitive a livello internazionale”.