Forex: Turchia, tensioni sociali e aumento dei rendimenti dei titoli Usa non sono una buona combinazione per la valuta (analisti)

Inviato da Luca Fiore il Lun, 10/06/2013 - 16:42
"Non siamo stati sorpresi dagli aggressivi tagli dei tassi o dalla sottoperformance della valuta visto che la banca centrale ha cercato di abbassare il tasso reale". Commenta così Sara Yates, Global FX Strategist di J.P. Morgan Private Bank, il recente andamento della moneta turca. "Il fatto che la Turchia -continua Yates- abbia un'inflazione alta rispetto ai suoi partner commerciali, implica che il tasso di cambio debba deprezzarsi per mantenere la valuta stabile in termini reali".

Recentemente il selloff della lira è stato guidato da altri fattori. "Inizialmente, è stato spinto dall'andamento del dollaro americano che ha messo sotto pressione tutte la valute dei mercati emergenti" e "l'aumento delle tensioni geopolitiche ha anche pesato sulla moneta all'inizio della settimana".

Venerdì la pubblicazione del dato relativo le payrolls ha riportato l'ottimismo. "Non farm payrolls poco spettacolari non hanno dato al mercato alcun motivo per temere un imminente tapering (e una ritirata dai mercati valutari dei Paesi Emergenti). In secondo luogo, le ultime notizie di venerdì indicavano che il Primo Ministro (Erdogan) era pronto ad ascoltare le richieste dei manifestanti anti-governativi".

In questo contesto, sotto determinate condizioni l'esperta prevede che in assenza di "sorprese derivanti dai dati degli Stati Uniti e di una nuova escalation di tensioni interne in Turchia, una ripresa della Nuova Lira turca potrebbe reggere nel breve termine".
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