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Forex: S&P’s non fa sconti alla Grecia e l’euro arretra

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S&P’s ed i dati macro indeboliscono la moneta unica. L’euro si allontana dai massimi da quasi un mese in scia della nota con cui l’agenzia di rating S&P’s ha commentato le ipotesi per il salvataggio di Atene e dei dati macroeconomici, che hanno evidenziato un calo dei prezzi alla produzione a maggio.

Alla luce delle ipotesi circolate negli ultimi tempi, ed in particolare in relazione alla proposta francese di un rollover da parte delle banche di oltre 30 miliardi di euro di obbligazioni greche tramite trasformazione in bond trentennali, Standard & Poor’s ha dichiarato che considererebbe l’operazione un default selettivo.

“E ‘nostra opinione che si tratta di proposte che si qualificherebbero come una ristrutturazione del debito perché offrono ai creditori un valore inferiore alla promessa dei titoli originari e quindi metterebbero in default il Paese”. Intanto nel corso del fine settimana l’Eurogruppo ha sbloccato la quinta tranche di aiuti alla Grecia per 12 miliardi di euro. Il prossimo passo è ora rappresentato da un nuovo piano di aiuti, il cui importo, secondo le dichiarazioni preliminari, dovrebbe essere in linea con il precedente (110 miliardi di euro).

“Tuttavia -come rileva Jana Pristovsek, analista di IG Markets- la Grecia deve ancora implementare le riforme richieste dagli istituti di credito internazionali. Una processo che potrebbe portare ad una fase di prolungata volatilità dell’euro nei confronti del dollaro”.

Dal fronte macro a penalizzare la moneta unica è arrivato anche il dato preliminare relativo l’andamento dei prezzi alla produzione a maggio. Il Ppi del Vecchio continente il mese scorso spinto al ribasso dalle quotazioni delle materie prime ha registrato un calo mensile dello 0,2% ed un +6,2% annuo. Gli analisti avevano pronosticato un -0,1% congiunturale ed un +6,3% a/a.

L’euro quota quindi 1,4520 dollari e 117,35 yen, -0,28% rispetto alla precedente rilevazione in entrambi i casi. Scende anche l’euro/sterlina, che con un -0,3% si porta a 0,9028, mentre l’euro/franco svizzero quota stabile a 1,2326 in scia dei forti acquisti di asset rifugio che avevano preceduto il voto greco.

Stabile anche il cross con il loonie, il dollaro canadese, che penalizzato dai dati macro si attestata a 1,3947. A maggio l’indice canadese che misura l’andamento dei prezzi delle materie prime ha registrato un calo del 5,2% mensile, decisamente maggiore rispetto al -2,5% del consenso. Contrazione maggiore delle attese anche per i prezzi industriali, scesi dello 0,2%.