Forex: si ripete quanto successo nel 1995, il terremoto rafforza lo yen

Inviato da Luca Fiore il Ven, 11/03/2011 - 19:24
Il violento terremoto che ha colpito il Giappone sta rafforzando lo yen. Nonostante le notizie in arrivo dal Giappone, la divisa nipponica guadagna terreno sul valutario. Gli operatori stanno scommettendo sul rientro di capitali in patria come conseguenza del sisma, un movimento che spinge al ribasso il cambio con l'euro e quello con il dollaro, che scendono rispettivamente dello 0,7% e dell'1,2% a 113,60 e 81,880 yen.

"Vi è il rischio di rimpatrio di yen, dato che il governo giapponese e le entità private vendono attività all'estero per portare in patria i fondi destinati a pagare i danni", ha dichiarato John J. Hardy, Consulente di Saxo Bank. Si sta quindi riproponendo quanto già visto nel 1995 in occasione del terremoto che colpì la città di Kobe causando più di 6 mila morti.

Recupera terreno l'eurodollaro, che viaggia a 1,3879 dopo i minimi toccati a 1,3751 nel corso della prima parte. Oggi il Portogallo ha varato nuovi tagli alla spesa pubblica, definiti dal Ministro delle Finanze, Fernando Teixeira, "una correzione precauzionale". Il piano prevede tagli per lo 0,8% del Pil nel 2011, dell'1,6% nel 2012 e dello 0,8% nel 2013. È previsto un aumento delle entrate pari allo 0,9% del pil nel 2012 e allo 0,4% nel 2013. Intanto nel pomeriggio è iniziata la riunione dei leader e capi di stato dell'area euro, che a Bruxelles stanno discutendo delle linee guida del patto di competitività e della situazione libica.

Giornata particolarmente ricca di dati macro a stelle e strisce. Indicazioni sostanzialmente in linea con le attese sono arrivate dalle vendite al dettaglio, +1% a febbraio in versione completa e +0,7% m/m per il dato ex-auto. "Il rapporto sulle vendite al dettaglio è stato nel complesso positivo, con l'inflazione headline conforme alle previsioni e con il dato escluse auto e benzina in miglioramento su base m/m. Non solo. I dati di gennaio sono stati rivisti al rialzo e questo indica che i consumatori statunitensi continuano a spendere al di sopra delle loro possibilità", ha dichiarato Hardy. Alle 16 è stata poi la volta della fiducia dei consumatori misurata dall'Università del Michigan che a marzo ha messo a segno un calo a 68,2 punti. Sopra le attese le scorte delle imprese, salite dello 0,9% a gennaio.
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