Forex: si incrementa l'avversione al rischio, yen e franco sugli scudi

Inviato da Luca Fiore il Ven, 29/07/2011 - 16:20
Mentre gli Stati Uniti si avviano verso un default, o, nella migliore delle ipotesi verso il downgrade del merito di credito, arrivano indicazioni decisamente deludenti dai dati sulla crescita del Pil. A deludere è stata non solo il Prodotto interno lordo del secondo trimestre, ma anche quello dei primi tre mesi, pesantemente rivisto al ribasso. Nel primo trimestre il Pil a stelle e strisce è stato rivisto dall'1,9% allo 0,4% mentre tra aprile e giugno il dato ha messo a segno un +1,3% (consenso +1,6%).

Il dato è risultato penalizzato dalla debolezza dei consumi, cresciuti di un misero +0,1%. L'inflazione misurata dall'indice dei prezzi per i consumi personali in versione "core", calcolata cioè al netto delle variazioni registrate dai prodotti alimentari e da quelli energetici, ha messo a segno un +2,1%, il dato maggiore dal quarto trimestre 2009.

Cattive notizie anche dall'Europa. Moody's ha messo sotto osservazione il rating "Aa2" della Spagna per un possibile downgrade. La decisione è stata attribuita "all'accresciuta vulnerabilità delle finanze pubbliche spagnole", sotto pressione, come del resto anche quelle italiane, nonostante l'accordo salva-Grecia.

Sul fronte materie prime queste notizie hanno incrementato le vendite sul greggio, il Wti quota 95,5 dollari, e fatto ripartire il rally dei metalli preziosi, con l'oro che mette a segno nuovi record a 1.632 dollari. Gli asset rifugio in grande spolvero anche sul forex, con gli operatori che hanno incrementato gli acquisti di yen e franchi svizzeri.

Per quanto riguarda la divisa nipponica l'euroyen scende dello 0,6% a 110,79 mentre il dollaro yen scambia non lontano dai minimi di seduta a 77,11 (minimo di seduta a 77). Si avvicina sempre più quota 76,250, il minimo storico che aveva fatto scattare l'intervento coordinato. Il cross eurofranco scende dell'1,3% a 1,1329 mentre l'incrocio con il greenback si porta a 0,7873, dopo il nuovo minimo storico toccato a 0,7861.

Per quanto riguarda gli altri dati macro, il PMI Chicago a luglio si è attestato a 58,8 punti, dai 61,1 punti precedenti ed i 61,9 del consenso. L'indice si conferma per il 22° mese di fila sopra quota-50 punti, che separa recessione ed espansione economica. I dati europei hanno rilevato un rallentamento dell'inflazione, che secondo i dati preliminari è scesa dal 2,7 al 2,5%.
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