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Forex: si conferma la debolezza del biglietto verde, Dollar Index ai minimi da fine 2009

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Sul Forex si conferma la debolezza del dollaro statunitense con il Dollar Index che ha toccato un minimo a 74,642 (livello più basso da dicembre 2009). Il cross euro/dollaro si mantiene invece a cavallo di quota 1,45 $ dopo aver aggiornato ieri i massimi a 15 mesi. Il biglietto verde non ha beneficiato dell’annuncio del presidente Usa, Barack Obama, che ha indicato l’obiettivo di tagliare il deficit statale per 4.000 miliardi di dollari in 12 anni. “Gli investitori sono ancora riluttanti ad acquistare strutturalmente dollari – sottolinea la morning note odierna di Fxcm – . Il prospetto che deriva dalla combinazione dei tagli alle spese e della ripresa che non ha ancora ricevuto la giusta fiammata, vede una Fed che non ha assolutamente fretta di andare a normalizzare la propria politica monetaria, tanto più che ora i prezzi delle commodities hanno subito un calo consistente”.

Oggi l’agenda macro statunitense vede l’uscita del dato sui prezzi alla produzione. La lettura di marzo è attesa in crescita del 6,4% su base annua dal 5,6% del mese precedente. “Se il dato sui prezzi alla produzione oggi dovesse uscire sopra le attese, è probabile che si assista ad una retorica di ritorno da parte dei falchi della Fed pronti a chiedere l’interruzione a giugno del QE2 e un rialzo dei tassi entro la fine dell’anno”, è il commento odierno di Michael Hewson, analista di CMC Markets.

Domani invece arriverà l’atteso dato sull’inflazione Usa di marzo. Gli analisti vedono un balzo dello 0,5% su base mensile, ritmo più elevato dal giugno 2009. A livello tendenziale è atteso un progresso del 2,6 per cento dal 2,1 per cento della lettura di febbraio. A livello “core”, ossia al netto di energia e cibo, l’indice è visto a più 1,2 per cento, sui nuovi massimi a 2 anni. Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve, ha ribadito la scorsa settimana che le aspettative di inflazione rimangono stabili e ben ancorate con l’aumento dei prezzi, dovuto soprattutto al rincaro delle materie prime, visto come un fenomeno che difficilmente persisterà nel tempo. Oggi invece il presidente della Fed di Dallas, Richard Fisher, in un articolo sul quotidiano tedesco Handelsblatt, ha ammonito che esiste il rischio che l’inflazione statunitense vada fuori controllo.