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Forex: sale l’avversione al rischio, l’aussie sostenuto dai nuovi record dell’oro

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Il 2 agosto si avvicina ed il biglietto verde paga pegno. L’amministrazione Obama è sempre alle prese con le trattative per innalzare il tetto del debito e senza un accordo entro il 2 agosto la prima economia potrebbe risultare insolvente. Non se la passa meglio l’euro, penalizzato dal downgrade della Grecia ad un passo dalla soglia fissata per il default. L’agenzia di rating Moody’s ha portato il merito di credito ellenico a “Ca” dal precedente “Caa1”.

Il clima di generalizzata avversione al rischio penalizza le due valute, spostando le preferenze degli investitori verso gli asset considerati a minor rischio. L’eurodollaro quota stabile a 1,4365 mentre le due valute perdono terreno contro la divisa nipponica; l’euroyen ed il dollaroyen quotano entrambi in calo dello 0,2% a 112,33 ed a 78,190. “Qualsiasi discesa del dollaroyen verso quota 77,5 potrebbe innescare l’intervento delle autorità giapponesi”, ha dichiarato Tim Waterer, Senior FX Dealer di CMC Markets.

Acquisti sostenuti anche sull’altra valuta rifugio per eccellenza, il franco svizzero, che vede il cambio con la moneta unica scendere a 1,1157 e quello con il greenback a 0,8041, e sul bene rifugio per antonomasia, l’oro.

Il metallo giallo alla riapertura dei mercati ha toccato un nuovo massimo storico sopra i 1.623 dollari l’oncia, sostenendo la seduta dell’aussie, il dollaro australiano. Anche in scia del +0,8% mensile messo a segno nel secondo trimestre (consenso +0,6%) dall’indice che misura l’andamento dei prezzi alla produzione, l’aussie scambia a 1,3248 nell’euraud e 1,0841 nell’audusd. Waterer pronostica una crescita di quest’ultimo cross sopra 1,09 “nel caso in cui dovesse essere raggiunto un accordo per innalzare il tetto del debito”.