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Forex: il ritorno della propensione al rischio spinge l’euro e penalizza il biglietto verde

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Non si ferma il recupero dell’euro. Ancora acquisti sulla moneta unica dopo il rally di oltre due figure messo a segno ieri in scia delle rassicurazioni arrivate dal n.1 della Bce Mario Draghi. In questo momento per acquistare un euro sono necessari 1,2325 dollari e 96,59 yen, rispettivamente lo 0,4 e lo 0,5 per cento in più rispetto al dato precedente.

“Dal punto di vista grafico -rileva Vincenzo Longo di IG Markets Italia- il cross eurusd dopo un test a 1,2250 si è riportato in area 1,2330, dove si è creato un triplo massimo (10, 26 e 27 luglio), da cui sono ritornate le vendite. Il supporto successivo rimane a 1,2150, mentre una rottura di 1,2330 apre a un rialzo verso 1,2440”.

L’entusiasmo degli investitori oggi si è scontrato con le dichiarazioni rese da un portavoce della Bundesbank, che ha confermato che la Banca centrale della prima economia “continua a vedere l’Smp in modo critico”. Gli acquisti di bond sul secondario sono stati definiti “problematici” poiché creano “falsi incentivi”. Nein anche nei confronti della proposta di concedere una licenza bancaria al fondo salva-Stati europeo che secondo la Buba equivarrebbe a finanziare i governi.

Nonostante questo lo spread tra i titoli spagnoli e italiani con quelli tedeschi arretra a 534 ed a 458 punti base in scia delle indiscrezioni pubblicate dall’edizione pomeridiana di Le Monde, secondo cui i Paesi europei e la Bce avrebbero quasi raggiunto un accordo per permettere al fondo salva stati di acquistare i titoli targati Madrid e Roma.

E questa mattina indicazioni positive sono arrivate anche dall’asta indetta dal Tesoro italiano. Via XX settembre nel corso della prima parte ha collocato Buoni ordinari del Tesoro semestrali per 8,5 miliardi di euro. Il rendimento è sceso ai minimi da maggio passando dal 2,957% di un mese fa al 2,454%. I titoli sono stati assegnati a 98,761 e le richieste hanno superato il quantitativo offerto di 1,614 volte, contro le 1,62 volte di giugno.

“Non vorremmo rovinare la festa -si legge nella nota diffusa oggi da FXCM- ma dopo l’euforia delle dichiarazioni di ieri ora dovrebbero seguire dei fatti concreti, dato che il mercato in generale non si fa ‘ingannare’ per più di una giornata. Probabilmente l’appuntamento giusto per avere qualcosa in mano sarà il consiglio dei governatori della Bce che si terrà la settimana prossima unitamente alla decisione sui tassi di riferimento (che dovrebbero rimanere però saldi allo 0,75%)”.

Nel corso del pomeriggio il Dipartimento del Commercio statunitense ha annunciato che il Pil del Q2 è avanzato dell’1,5% trimestrale annualizzato, contro il +2% dei primi tre mesi del 2012. Il dato è migliore delle stime, orientate per un calo più consistente (+1,2%). La notizia ha penalizzato il dollar index, l’indice che misura le performance del biglietto verde, che al momento scambia a 82,6 punti. Nelle ultime cinque sedute questo indicatore è arretrato di quasi un punto percentuale.