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Forex: il ritorno della propensione al rischio penalizza yen e franco

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Si allenta la tensione sulle valute emergenti. L’incremento del costo del denaro in India e la notizia del meeting straordinario della Banca centrale turca stanno favorendo il ritorno della propensione al rischio e penalizzando le due valute preferite dagli investitori alla ricerca di un rifugio sicuro: lo yen e il franco svizzero.

Gli analisti stimano un forte incremento del costo del denaro da parte della banca centrale con sede ad Ankara e sperano che una decisione del genere sia presto adottata anche dagli altri Paesi emergenti, alle prese con i deflusso di fondi innescato dall’effetto combinato di tre fattori: il tapering della Federal Reserve, il rallentamento cinese e le notizie negative arrivate negli ultimi giorni da Turchia, Argentina e Ucraina.

Sul valutario la parte di vittime sacrificali del rimbalzo è appannaggio della divisa giapponese, che vede gli incroci con euro e dollaro salire a 140,5 e 102,82, e di quella rossocrociata, che passa di mano a 1,2274 contro la moneta di Eurolandia e a 0,8981 rispetto al greenback.

Sostanziale parità per l’indice del dollaro, in trepidante attesa della decisione del board della Fed. Il mercato stima che il Fomc (Federal open market committee) nell’ultima riunione presieduta da Ben Bernanke riduca il piano di acquisto asset di altri 10 miliardi di dollari portandolo a 65 miliardi.

Per quanto riguarda le indicazioni macro arrivate nel corso del pomeriggio, sotto le stime gli aggiornamenti relativi gli ordini di beni durevoli (-4,3% a dicembre) e il manifatturiero (indice Richmond, in calo da 13 a 12 punti), sostanzialmente in linea con le stime lo S&P/Case-Shiller (+13,7% annuo) e meglio del previsto la fiducia dei consumatori, salita a gennaio da 77,5 a 80,7 punti.