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Forex: il risk-off spinge il dollaro

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Il re dollaro sfrutta l’effetto risk-off. La Grexit, l’uscita di Atene dall’Eurozona, si fa sempre più probabile e sui mercati finanziari favorisce il prepotente ritorno dell’avversione al rischio. A beneficiarne è il biglietto verde, che vede il dollar index, l’indice che misura le performance del greenback contro un basket di valute, salire in quota 81,45, il livello più alto dallo scorso gennaio, quando era stato toccato il massimo dal settembre 2010.

L’incremento delle richieste di asset a basso rischio è ben evidenziato anche dal risultato dell’asta tenuta questa mattina dal Tesoro tedesco, che ha emesso titoli a 10 anni per 4,1 miliardi di euro. Spinto dall’incremento della domanda, che ha superato il quantitativo offerto di 1,5 volte, il rendimento medio dei bund ha fatto registrare un nuovo minimo storico attestandosi all’1,47%.

In Grecia le trattative per la formazione di un esecutivo di unità nazionale sono miseramente fallite ed ora la parola torna al popolo che voterà tra restare nella moneta unica o tornare alla dracma. I sondaggi, ovviamente, regalano un quadro particolarmente contrastato. Il partito Syriza dovrebbe uscire vincitore dalla consultazione elettorale ma il suo cavallo di battaglia, l’annullamento delle misure previste dal pacchetto di salvataggio, contrasta con la volontà del 75-80% dell’elettorato, che vuole rimanere nella moneta unica.

Intanto il presidente ellenico, Carolos Papoulias, ha dato ufficialmente il via alla corsa ai depositi bancari annunciando che solo nella giornata di ieri dalle banche elleniche sono stati ritirati 700 milioni di euro. Papoulias ha rimarcato che “la situazione delle banche è molto difficile e che il sistema al momento è molto debole”. Secondo le prime stime i costi del divorzio si attesterebbero a 85-100 miliardi per la Germania ed oltre i 50 miliardi per la Francia.

In queste condizioni l’eurodollaro nel corso della mattina ha toccato quota 1,2680, il minimo da metà gennaio, mentre il cross con lo yen è sceso a 101,9, il livello più basso da oltre 3 mesi. Secondo gli analisti di FXCM “la tendenza negativa della moneta unica continua ad essere evidente, a questo punto osservando ADX con valori sopra a 50 si potrebbe aprire la discesa fino al supporto area 1,26”. “Anche sul cambio EurJpy -prosegue la nota odierna- siamo in presenza di una continuazione di tendenza ribassista”.