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Forex: riserve valutarie cinesi scendono ai minimi da oltre 5 anni

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Ancora un calo, il quinto consecutivo, per le riserve valutarie cinesi. Dai dati diffusi dalla People’s Bank of China emerge che a novembre le riserve valutarie del dragone hanno fatto segnare una contrazione di 69,1 miliardi di dollari a 3,05 mila miliardi. Quella registrata il mese scorso rappresenta la riduzione maggiore dal mese di gennaio, più che doppia rispetto ai -30 miliardi stimati dagli analisti.

Dopo il record fatto segnare a giugno 2014 a 4 mila miliardi di dollari, le vendite di dollari sul mercato da parte della People’s Bank of China e il rafforzamento del dollaro (+3,1% a novembre) hanno spinto il totale delle riserve a livelli che non si vedevano dal marzo del 2011.  

A dispetto delle misure per stabilizzare il tasso di cambio dello Yuan e per limitare l’uscita di capitali (530 miliardi di dollari nei primi 10 mesi), la moneta cinese quota ai minimi da 8 anni nel cambio con un dollaro rinfrancato dal prossimo incremento dei tassi statunitensi e dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni.

Per acquistare un biglietto verde sono necessari 6,8808 yuan, il 6% in più rispetto a inizio anno e quasi 11 punti percentuali in più sui due anni.

“Il contenimento dei deflussi  di capitale è fondamentale per mantenere sotto controllo il rischio sistemico in Cina”, ha detto Harrison Hu, economista di Royal Bank of Scotland Group.  “Le turbolenze sui mercati –continua Hu – hanno fatto emergere come il circolo vizioso tra deflussi di capitale e deprezzamento della valuta abbia il potere di destabilizzare il sistema finanziario cinese e portare all’escalation del rischio sistemico”.