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Forex: la richiesta di asset rischiosi alla base della risalita dell’euro

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Nella seconda parte di seduta l’improvvisa impennata dell’appetito per il rischio favorisce la moneta unica che guadagna circa lo 0,7% contro dollaro e quota invariata contro lo yen. Le prime avvisaglie erano arrivate questa mattina, quando il downgrade del Portogallo (da Aa2 ad A1) e l’indice tedesco Zew sotto le attese (a 21,2 punti, dai 28,7 punti precedenti) non avevano penalizzato più di tanto la moneta unica, che ha toccato poco dopo l’apertura un minimo di seduta a 1,2522.

Il rimbalzo ha potuto beneficiare prima del successo dell’asta di titoli greci a 6 mesi (1,62 mld, domanda a 3,6 mld), poi dell’apertura di Wall Street che, sorretta dai numeri migliori delle attese annunciati ieri sera da Alcoa, ha spinto al rialzo i listini e incrementato negli operatori la voglia di asset rischiosi. In questo contesto, l’incremento del deficit commerciale statunitense a 42,27 mld è stato letto come un miglioramento dell’andamento dei consumi, che pesano per due terzi sul Pil a stelle e strisce.

La moneta unica quota quindi in questo momento a 1,2691 nel cross con il dollaro ed a 111,80 contro yen (minimo di seduta a 110,67). L’euro arretra invece contro sterlina, con l’eur/gbp a 0,8363 (-0,2%), che guadagna terreno anche nel cable, il cross gbp/usd, che scambia a 1,5173 (+1%). A giugno i prezzi al consumo in Gran Bretagna hanno registrato un incremento mensile dello 0,1% e annuo del 3,2%. Gli analisti avevano pronosticato una variazione nulla su base congiunturale ed un rallentamento del dato tendenziale al 3,1%. Le indicazioni arrivate dall’inflazione incrementano le possibilità, nonostante la debolezza dell’economia, di una stretta monetaria da parte della Bank of England, dato che l’attuale livello dei prezzi supera abbondantemente il target del 2% fissato dal Comitato di Politica Monetaria.

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