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Forex: retromarcia ancora inserita per il franco svizzero

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L’aumento dell’appetito al rischio sui mercati dopo le parole di venerdì scorso di Ben Bernanke contribuisce anche oggi all’apprezzamento delle valute ad alto rendimento, mentre ritracciano quelle rifugio. In particolare spicca il forte calo del franco svizzero che cede circa l’1% rispetto all’euro con cross euro/chf salito fino a a 1,1844, sui massimi a oltre 1 mese. L’euro/dollaro viaggia con decisione sopra quota 1,45 dollari. Rialzo sostenuto per il dollaro australiano a 1,062 dollari. Poco mosso infine il cross dollaro/yen in area 76,65 dopo la notizia dell’elezione di Yashihiko Noda, attuale ministro delle finanze nipponico, a segretario del Partito democratico superando il ministro dell’economia e del commercio Banri Kaieda. Domani il Parlamento procederà quindi alla nomina di Noda come nuovo premier al posto del dimissionario Kan.

Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha rimarcato che la ripresa della prima economia mondiale rimane lenta, ma dovrebbe migliorare nel corso del secondo semestre. Il presidente della Fed ha precisato come la banca centrale è pronta ad intervenire se sarà necessario stimolare la congiuntura. E continuerà a valutare i possibili strumenti di intervento durante il meeting di settembre, che durerà due giorni e non uno.

Dopo una prima salita del dollaro in concomitanza delle prime parole di Bernanke, le vendite sono tornate a prevalere. “Il nervosismo è destinato a continuare almeno fino all’ultimo giorno di questa settimana – si legge nella nota odierna di Fxcm – in cui verranno pubblicati i non farm payrolls che se disattenderanno le aspettative del mercato, costringeranno la Fed a dover prendere qualche decisione entro il 20 di settembre, senza potersi più permettere di aspettare fino a novembre”.

L’agenda economica odierna vede in primo piano oltreoceano la diffusione dei dati di luglio su reddito e spesa personale e l’attività manifatturiera Fed Dallas ad agosto. Da segnalare per il Vecchio continente il discorso al Parlamento Ue di Trichet, Junker e Rehn e l’annuncio da parte della Banca centrale europea della quantità di bond acquistati nell’ultima settimana. “La settimana che si apre oggi, ricca di dati macroeconomici in grado di imprimere una direzionalità ai mercati, sarà cruciale per capire se le due principali aree di preoccupazione che hanno caratterizzato il mese di agosto (utili societari inferiori alle attese a causa del deterioramento della crescita e nuovi timori di contagio sul debito sovrano) possano considerarsi al momento superate”, rimarcano oggi gli analisti di CMC Markets.