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Forex: il rallentamento statunitense indebolisce il dollaro

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Il Dipartimento del Commercio statunitense spinge l’eurodollaro ai massimi da tre settimane. Le indicazioni arrivate dall’altra sponda dell’Atlantico nel corso della seconda parte hanno penalizzato il biglietto verde spingendo il cross con la moneta unica a livelli che non si vedevano da inizio mese. Dopo aver toccato un massimo di seduta a 1,3269, in questo momento il cambio eur/usd quota in rialzo dello 0,4% a 1,6245 dollari.

L’indebolimento del greenback è stato provocato dai dati relativi la crescita economica statunitense del primo trimestre, scesa dal +3 al +2,2%. Gli analisti avevano previsto un rallentamento meno marcato (+2,5%). La notizia ha penalizzato il biglietto verde perché potrebbe indurre la Federal Reserve ad approvare nuove misure per sostenere la ripresa statunitense.

L’indice che misura le performance del biglietto verde, il dollar index, in questo momento arretra di mezzo punto percentuale a 78,7 punti ed il cambio dollaroyen scende dello 0,7% a 80,45, il dato minore da metà aprile. Sempre per quanto riguarda gli Stati Uniti, ad aprile il dato definitivo relativo la fiducia dei consumatori misurato dall’Università del Michigan si è attestato a 76,4 punti. Dopo i 75,3 punti di marzo, il consenso era per un incremento più contenuto a 75,8 punti.

Mentre la risalita della moneta unica è frenata dal nuovo declassamento del merito di credito spagnolo da parte dell’agenzia S&P’s e dalla crescita dei rendimenti registrato dall’asta di Btp, la divisa nipponica non sembra risentire del nuovo incremento del piano di allentamento quantitativo annunciato dalla Bank of Japan che ha portato il piano di acquisto asset da 30 a 40 mila miliardi di yen.

Il piano è volto a stimolare l’attività economica ed a perseguire il piano di stimolo dei prezzi con il target di inflazione fissato all’1%. La lettura di marzo dell’inflazione ha evidenziato come gli effetti del maggiore stimolo monetario deciso dalla BoJ a febbraio stiano avendo effetto. Il mese scorso l’indice dei prezzi al consumo è salito dello +0,5% annuo rispetto al +0,3% del mese precedente e del consenso.

Secondo Vincenzo Longo di IG Markets “la strana reazione del mercato ci induce a pensare che gli operatori non siano rimasti particolarmente soddisfatti dalla decisione”. Per quanto riguarda lo usd/jpy, “il supporto psicologico si colloca a 80,00-79,60, mentre la resistenza passa per 81,20”, rileva Longo.

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