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Forex: prosegue la striscia negativa dell’euro, sponda del pm Australia a Rba

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Si profila ancora una giornata difficile per l’euro che cede nuovamente terreno sul mercato valutario. Il cross euro/dollaro si mantiene sotto la soglia di 1,30 dollari (1,2989), ancora lievemente sopra i minimi intraday toccati lunedì a 1,2955. La divisa europea è reduce da 7 sedute consecutive con segno meno che l’hanno ricacciata sui minimi da febbraio complici soprattutto le crescenti incertezze legate alla situazione greca. Appare decisamente improbabile che si riesca a formare un governo a causa della frammentarietà dell’esito delle urne. Pertanto “aumenta il fronte di chi crede (leggi: Fitch) che un’uscita di Atene dall’Euro sia ormai un fatto considerato sopportabile”, commenta oggi Michael Hewson, Senior Analyst di CMC Markets.

In questo senso il componente tedesco dell’esecutivo Bce, Jeorg Asmussen, ha rimarcato che il Paese ellenico deve rendersi conto che se vuole restare nell’eurozona “non ci sono alternative al programma di salvataggio concordato con la troika”.

Sul fronte macro oggi giornata scarna di dati, con la bilancia commerciale tedesca che a marzo ha mostrato un surplus di 17,4 miliardi di euro, in miglioramento rispetto alla rilevazione precedente pari a 14,7 miliardi (dato rivisto a 14,9 mld). Dato oltre le stime degli analisti che erano per un attivo di 14,3 mld.

La situazione di incertezza europea si riflette anche sulle principali valute ad alto rendimento, in particolare dollaro australiano e quello neozelandese. Il primo ha aggiornato oggi i minimi da inizio anno rispetto al dollaro Usa e ora viaggia poco sopra la parità a 1,0069. Aussie che già ieri aveva perso molto terreno complice l’aumento del deficit commerciale a quasi 1,6 mld di dollari australiani a marzo, più che raddoppiato e ai livelli massimi a 2 anni e mezzo.

Oggi il primo ministro australiano, Julia Gillard, ha rimarcato che il ritorno al surplus di bilancio permetterà alla Reserve bank of Australia di avere la massima libertà nel muovere i tassi di interesse e allentare la pressione sui produttori su cui grava l’apprezzamento della valuta australiana. “Questo è uno dei driver che ci spinge a riportare il bilancio in surplus”, ha aggiunto il premier australiano.
Le nuove stime diffuse ieri dal governo di Canberra sono di un surplus di bilancio di 1,54 mld di dollari australiani nell’anno fiscale che termina il 30 giugno 2013. La scorsa settimana, la Rba ha già tagliato di 50 punti base il tasso di interesse di riferimento sceso al 3,75%.